Svizzera

Un vulcano di vita e di humor. Toni Zweifel nelle parole dei suoi amici

«Arrivato al punto in cui avevo praticamente raggiunto tutto quello che mi ero prefissato, e pensando che in fondo avrei passato il resto della mia vita così, sottoposto alle stesse inclinazioni, alle stesse ambizioni, vidi chiaramente che quella non poteva essere la mia strada: dovevo andare oltre, amare veramente, superare con l’amore il mio egocentrismo, fare una scelta, impegnarmi seriamente». A pronunciare queste parole, dense di coraggio e consapevolezza, è Toni Zweifel, ingegnere svizzero morto in odore di santità sul finire del secolo scorso a Zurigo. I suoi anni come direttore della casa per studenti «Fluntern», il periodo passato alla direzione della Fondazione benefica «Limmat», e poi i momenti della sua malattia sono solo alcune delle fasi della vita di Toni raccontate ieri sera, durante una conferenza virtuale via «Zoom», da chi ha potuto condividere con lui parte del proprio percorso. A partecipare alla conferenza, promossa dal Servizio informazione e comunicazione dell’Opus Dei in Svizzera, oltre 100 persone, connesse non solo dalla Svizzera, ma anche dall’Italia e dalla Spagna.

Il sacerdote ticinese don Arturo Cattaneo, nel ricordare gli anni di università al fianco di Toni, ha sottolineato come il suo fosse «un cristianesimo che restituisce pienezza: aveva capito che il proprio lavoro può diventare opus Dei, opera fatta per e con Dio». Eppure, nonostante le «vette» spiritualmente scalate da Toni, don Arturo conserva anche ricordi di una persona molto umana: quando, ad esempio, nelle partite di calcio, Toni si offriva di partecipare comunque per sopperire alla mancanza di giocatori, nonostante soffrisse di un’invalidante miopia.

Lo faceva per generosità, così come generosamente, di lì a qualche tempo, avrebbe deciso di dare vita alla Fondazione benefica «Limmatstiftung». A raccontare quest’altra «fase» della vita di Toni, contrassegnata da un cristianesimo incarnato, François Geinoz, successore di Toni alla guida della Fondazione. Quando si connette a Zomm è nell’ufficio che per tanti anni è stato di Toni stesso: «Per Toni anche gestire una Fondazione come questa non era questione di cifre; dietro i numeri, c’erano le persone, in primis la persona dei donatori, che generosamente contribuivano alla fondazione. Ogni donatore, per Toni, era un po’ come la vedova del Vangelo: non contavano tanto i «quattro danari» donati, ma il gesto, e dietro il gesto il volto stesso della vedova ovvero del donatore, che riponeva la propria fiducia nella Fondazione». A guidare l’ingegnere zurighese nella gestione della fondazione, un’intuizione per quei tempi innovativa, quella dell’associazione mantello, che, appunto, valorizza la figura del «donatore». La struttura delle fondazioni mantello consente infatti ai donatori di definire l’obiettivo della loro subfondazione, agevolando così le soluzioni personalizzate conformemente ai desideri e alle esigenze individuali. Negli ultimi mesi, ritroviamo la Fondazione Limmat a fianco degli ospedali di tutto il mondo nella lotta al Covid-19, come si può leggere sul suo sito.

A confermare la grande vocazione di Toni verso obiettivi concreti e soprattutto la sua spinta interiore ad aiutare l’umanità in tutti i suoi bisogni, Juan José Alarcón, a fianco di Toni in moltissimi progetti portati avanti per conto della Fondazione. Una volta Juan José, coinvolto in un progetto di aiuto umanitario particolarmente difficile, aveva fatto presente a Toni le sue preoccupazioni. La risposta non si fece attendere: «Toni era molto realista. Mi disse semplicemente che in questo caso [ndr. un progetto nelle Filippine] non toccava a noi risolvere tutti i casi di malasanità del Paese; per questo c’era il governo. Noi dovevamo occuparci di volti e storie concrete».

Quindi la parola a Flavio Keller, professore universitario, amico e medico di Toni. «Se c’è una cosa che Toni ha vissuto santamente, è la malattia. In lui le tipiche fasi di chi si trova confrontato con qualcosa di incurabile non si sono verificate: c’è stata subito accettazione. Seguiva le terapie con una precisione pedissequa, che tuttavia lasciava intravvedere ben altro: le cure non erano fini a se stesse, Toni aveva lo sguardo puntato su Altro». Il dottor Keller conserva documenti preziosi che riguardano Toni e che testimoniano della sua viva umanità: «Ho un biglietto, che mi feci quale promemoria: «portare a Toni l’Annunciazione». Si tratta di una richiesta che mi aveva fatto nei giorni della malattia: recarmi nel suo studio e prelevare un’immagine dell’Annunciazione che vi era appesa, per portargliela all’ospedale. Sarebbe morto proprio guardando quell’immagine. Ho anche una sua cartolina, del ’88, che in mezzo al racconto della malattia lascia trasparire la sua fede». Quando ormai l’avanzare della malattia faceva presagire che presto gli sarebbe stata strappata anche la parola, comunque riusciva a sorridere: «La stampante si è rotta, ma il pc funziona ancora», ripeteva, da buon ingegnere, agli amici. Mentre della leucemia che lo aveva colpito ripeteva con fede: «Se la leucemia fosse stata la malattia peggiore al mondo, Cristo sarebbe morto di leucemia, e non in croce». «Segno che comunque c’era stata un’elaborazione personale – e molto spirituale – del senso della malattia che lo aveva colpito», sottolinea il dottor Keller.

A termine della conferenza, la parola al marito della sorella di Toni: «Toni dopo la laurea ci raggiungeva spesso in Italia. Era un vulcano di vita e di humor», ricorda e poi si commuove: «Toni chiamava la sua malattia una carezza di Dio; era grato, negli ultimi mesi di vita, di essersi potuto preparare all’incontro con Dio».

Durante la conferenza è intervenuto brevemente anche Marco Simona, curatore della prima biografia in italiano di Toni Zweifel: «Un ingegnere sulle tracce di Cristo». Il volume è acquistabile nei principali punti vendita (mondadoristore.it; lafreltrinetti.it e in versione elettronica su bookrepublic.it).

Per chi invece volesse rivedere la conferenza, dopo aver scaricato Zoom, cliccare su https://zoom.us/rec/share/2MspAY3Z8khIeZWXsVHCSod9OoToeaa8gyJM__pYz095ihSjdtyWLXyaS0Pbp36k (password 0l+h+95i *). Infine, vi proponiamo di approfondire la vita di Toni con i nostri precedenti servizi: A Roma il dossier su Toni Zweifel, Un ingegnere svizzero verso la beatificazione. e gli amici ticinesi ricordano Toni Zweifel.

Laura Quadri

7 Luglio 2020 | 16:00
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