Internazionale

Un Vescovo come mediatore fra governo e narcos ?

Sua Ecc. Mons. Salvador Rangel Mendoza, Vescovo di Chilpancingo-Chilapa, ha dichiarato ieri, dopo la Messa della domenica, che potrebbe fungere da interlocutore tra criminalità organizzata e governo, se le autorità lo chiedessero come possibile tentativo di dialogo per mettere fine al clima di violenza che affligge Guerrero. «Un modo di affrontare i problemi nella Chiesa è il dialogo, e se le parti lo richiedono sarei disposto a dialogare, per ottenere che Guerrero riesca a vivere in pace» ha detto il Presule.
Le autorità non hanno cercato il dialogo con la criminalità, ha detto Mons. Rangel, anche se il governo «conosce e sa bene chi sono e dove sono», «ma non ci sarà la volontà di farlo finché rimangono in disparte con la legge in mano», «per quanto cattivi siano, dobbiamo sentire i loro argomenti» ha ribadito il Vescovo.Con grande sorpresa per la stampa, Mons. Rangel Mendoza ha raccontato del suo incontro con i gruppi del crimine organizzato: «Dinanzi alle minacce ai sacerdoti, sono stato spinto a dialogare con loro, sia con i gruppi dell’oriente che dall’occidente dello stato. Mi hanno accolto bene e ho parlato a lungo con loro. Hanno detto che cercano il bene della popolazione a causa dell’apatia del governo, che li ha proprio abbandonati». Nel caso di Chilpancingo, il Vescovo ha detto che non si tratta di un unico gruppo, ma di diversi gruppi in lotta per il controllo del territorio, e ha sottolineato che i più pericolosi sono quelli che lavorano per i narcotrafficanti.

27 Marzo 2017 | 16:10
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