Ticino

Un Ticino tutto da scoprire con «Arte e Cultura»

«Viviamo in un territorio straordinario per la ricchezza dei beni artistici ». È con queste parole che ci accoglie Giorgio Mollisi, Direttore di «Arte e Cultura», trimestrale della Fontana Edizioni. «L’identità ticinese – ci rivela – si caratterizza per l’operosità e l’ingegno dei nostri artisti che dal Ticino sono partiti fin dal Medioevo per costruire e decorare molti edifici religiosi all’estero, soprattutto in Italia e nell’intera Europa. In Ticino sono poi tornati per lasciare il loro testamento spirituale nelle chiese in cui sono stati battezzati». Per ricercatori e storici come Mollisi si tratta di una situazione molto stimolante. La sua mente corre agli inizi, nel 2016, quando uscì il primo numero della rivista dedicato a una delle chiese simbolo del Canton Ticino: Santa Maria degli Angeli a Lugano; per la prima volta si presentavano al pubblico gli affreschi del chiostro appena restaurati.

Nella prefazione mons. Lazzeri scriveva che la rivista «Arte e Cultura» è «un richiamo ai valori cristiani che hanno illuminato la nostra storia» e deve servire «a farli meglio conoscere perché rimangano vivi nel nostro cuore e nella nostra comunità, per il bene di tutti».

La rivista ha cercato di tener fede a questi valori e di vivificarli di volta in volta nelle sue pubblicazioni. Essa ha così trovato un suo stile particolare: «Seguiamo – ci indica Mollisi – due filoni: quello dell’arte negli edifici sacri e quello dell’emigrazione artistica ticinese. Tuttavia, non vogliamo avere il carattere di una guida, cerchiamo piuttosto di presentare gli oggetti d’arte in modo narrativo, seguendo le vicende storiche in cui sono nati. Questo ci aiuta a cogliere la differenza di stile tra un periodo e l’altro. Naturalmente è essenziale corredare i testi con del buon materiale fotografico. Per soddisfare il lettore, cerchiamo sempre di fare un’indagine – a volte anche difficile – per risalire all’autore dell’opera».

Per quanto riguarda i temi, non c’è che l’imbarazzo della scelta, ma la rivista tiene anche conto di anniversari particolari: «Il quinto centeneraio dalla morte del grande Leonardo da Vinci, ad esempio, ci ha spinto ad occuparci delle due chiese di Ponte Capriasca. Tutti sanno che nella chiesa di Sant’Ambrogio c’è una riproduzione in affresco dell’»Ultima Cena» di Leonardo eseguita per il refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. La copia ticinese è un capolavoro rinascimentale che è stato oggetto di molti studi nel corso degli anni, ma che non ha ancora trovato una paternità sicura. Tuttavia siamo riusciti ad arrivare ad una datazione: dovrebbe trattarsi del 1547».

«Un altro omaggio a Leonardo si trova nel vicino oratorio di San Rocco, dove un pittore proveniente dal Tirolo (un certo Pojäch) si ispira alla famosa «Sala delle Asse», nel Castello Sforzesco di Milano, mentre pone mano alla decorazione dell’abside eseguita nel 1921». A voler fare un bilancio, il patrimonio culturale ed ecclesiastico ticinese, secondo Mollisi, è in generale sufficientemente valorizzato anche se, a ben vedere, «Arte e Cultura» occupa uno spazio che ancora mancava: quello di una pubblicazione monografica che trattasse con continuità della tematica.

Il Ticino, poi, è ricco di posti ancora da scoprire: «Mi occupo di questi temi da più di trent’anni e ogni giorno di più mi rendo conto di quello che ancora si può proporre per far meglio conoscere e amare ciò che di bello e affascinante si trova alle nostre latitudini». Continuare la ricerca in questo campo è un compito essenziale: «Quello che sembrava chiarito qualche decennio fa, oggi dal punto di vista storico si rivela incompleto, a volte anche errato. Ognuno di noi cerca di aggiungere un tassello in più per offrire il suo contributo al dibattito e fare in modo che il visitatore che viene dalle nostre parti sia soddisfatto per le informazioni che riceve».

I prossimi numeri

I prossimi numeri I prossimi numeri di «Arte e Cultura » saranno dedicati alla chiesa di San Carlo a Lugano, voluta dalla locale Confraternita nella prima metà del Seicento, e la chiesa di Sant’Ambrogio vecchio a Negrentino. Quest’ultima, fra le chiese più importanti del Cantone è molto studiata anche a livello internazionale. Un numero speciale, inoltre, sarà dedicato agli Artisti arognesi in Italia nel Medioevo. Per la prima volta sarà presentato uno studio monografico sulle famiglie degli architetti e scultori provenienti da Arogno che hanno lavorato nelle più importanti cattedrali e basiliche italiane: da Trento a Firenze, passando per Pisa, Lucca, Pistoia e Prato. «Sarà – ci rivela Mollisi in anteprima – un vero e proprio volume di 300 pagine, con molte immagini».

Laura Quadri

13 Luglio 2019 | 06:00
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