Papa Benedetto XVI a Les Combes
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Papa Benedetto XVI a Les Combes

Un concorso di idee deciderà il futuro della “casa dei Papi” a Les Combes, in valle d'Aosta

13.08.2019, 18:00 / RedCattKG

Il futuro della “casa dei Papi”? Sarà deciso da un concorso di idee. La Famiglia Salesiana, proprietaria della residenza di Les Combes, ad Introd, meta delle vacanze estive di Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI, si è rivolta ad una agenzia specializzata, il Cpa Service. Ad annunciarlo è oggi il quotidiano Avvenire. Il concorso uscirà a inizio settembre.

“La società – spiega Claudio Guida, procuratore generale di Cpa Service – voleva cercare di capire come ottimizzare al meglio questa struttura, per farla diventare un polo di attrazione di un certo tipo di turismo giovanile e religioso, che oggi funziona tanto. Di esempi ne abbiamo in Polonia ma anche in Italia. Questo luogo è un simbolo, che al momento non viene valorizzato. L’idea è di poter creare qualcosa di importante non solo per il territorio, ma per tutta Italia”.

Il complesso, con importanti costi di gestione, comprende lo chalet che ha ospitato per 10 anni Giovanni Paolo II e per 2 anni Benedetto XV e una grande struttura, con oltre 100 posti letto, dove alloggiava il seguito pontificio e le forze della sicurezza, utilizzata ora come casa vacanza per la diocesi.

A fine 2017 si era parlato di una possibile vendita da parte dei salesiani. “Potrebbe anche essere messa in vendita, ma prima si vuole capire cosa fare di questa struttura, come utilizzarla al meglio. Chi vincerà il concorso di idee, oltre ad un riconoscimento, vedrà realizzata la propria idea”.

Per il sindaco di Introd Vittorio Anglesio la scelta dei salesiani è “una buona notizia, anche se fa specie non essere stati informati.”. Quando emerse la notizia della possibile vendita della struttura il primo cittadino si era mosso con la Regione. “Nel 2017 avevamo avuto con l’allora Presidente Laurent Viérin un incontro con i salesiani. In quell’occasione ci era stato spiegato che l’intenzione non era più quella di vendere ma di valorizzarla. Questo luogo ha un grande valore simbolico, per dieci anni ha ospitato un Papa che è diventato poi Santo, in altri posti ci avrebbero già fatto un santuario”.

(Aostasera.it)

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