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Turkson: l’Elemosiniere illegale? Bisognava aiutare la gente, nessuno voleva violare la legge

14.05.2019, 18:40 / RedCattKG

Il gesto dell’elemosiniere è illegale? Pure a Gesù dicevano che le cose che diceva e faceva violassero la legge. Il cardinale Peter Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale, commenta così con Vatican Insider la notizia che tiene banco da giorni su tutti i media, ovvero l’intervento dell’elemosiniere apostolico, il cardinale polacco Konrad Krajewski , per togliere i sigilli al contatore della luce di un palazzo occupato a Roma.

«Un gesto che non voleva essere di mancanza di rispetto della legge, ma di misericordia» verso le 420 persone lì presenti (tra cui 98 bambini) senza elettricità da circa una settimana, sottolinea il cardinale ghanese. In Sala Stampa vaticana, il porporato ha presentato l’evento del marzo 2020 ad Assisi “The Economy of Francesco” che vedrà il Pontefice riunirsi con i giovani economisti, imprenditori e dottorandi di tutto il mondo per «rianimare l’economia» secondo una visione «sociale».

Ma nella “economia sociale” di Papa Francesco rientra anche un gesto estremo come quello del cardinale Krajewski?
«L’ufficio dell’Elemosineria è l’“arma” della misericordia di Papa Francesco in Vaticano. In questi ultimi anni ha pagato circa tre milioni di euro per salvare non la gente che vive in Vaticano, bensì gli italiani in situazioni di difficoltà e miseria nelle loro case. Ci sono tantissime famiglie che non riescono a pagare facilmente l’elettricità e via dicendo, e a chi si rivolgono? All’Elemosineria che non si è mai tirata indietro a fornire aiuto alle famiglie italiane. Perché l’iniziativa di aiutare il prossimo, di essere “buoni Samaritani” per i più bisognosi, è insita della missione della Chiesa».

Tuttavia si contesta l’illegalità dell’intervento del cardinale…
«Sì, ok, la legalità. Era la stessa critica che facevano a Gesù ai suoi tempi: è illegale fare le cose il sabato. Ma è la legalità che prevale o fare del bene a qualcuno? Qual è la scelta?».

Come descriverebbe allora questo gesto che potrebbe avere anche conseguenze legali?
«L’episodio nel palazzo di Roma non è stato mosso da mancanza rispetto della legge e cose del genere, ma dalla misericordia. Di certo il cardinale non ha fatto nulla di nascosto, tanto che prima di andar via ha lasciato il suo biglietto da visita e si è preso tutta la responsabilità. Ripeto, la domanda è la stessa: è lecito guarire di sabato, sì o no? È lecito lasciare lì bambini da giorni senza corrente, anziani o malati attaccati alle macchine? Poi le cose dopo si sistemano. Nessuno voleva violare la legge, ma bisogna aiutare la gente».

Come Dicastero per lo Sviluppo integrale vi siete mai occupati di casi del genere?
«Il nostro Dicastero fa solo una piccola piccola parte rispetto a quello che fa l’Elemosinerai apostolica. Quando accade qualche disastro nel mondo noi, avendo ereditato questo compito da Cor Unun, mandiamo sempre qualche somma di “first aid”, primo aiuto. Poi studiamo le implicazioni di gravità e capiamo come agire».

Ieri mattina si è svolta una riunione interdicasteriale con il Papa nel Palazzo Apostolico, si è parlato di queste vicende?
«Ma era una riunione privata (ride)! In ogni caso si è parlato principalmente della riforma della Curia che è una riforma in corso cominciata già con l’accorpamento del Dicastero da me guidato, di quello per Laici, famiglia e vita, della Comunicazione ecc. Il Santo Padre, come sappiamo, presto pubblicherà un documento per accompagnare questo processo che si muove su tre direttrici: semplificare le strutture, renderle più efficienti ed efficaci, l’innovazione».

Ma ci sarà questo super Dicastero dedicato alla evangelizzazione di cui si è parlato tanto?
«Ogni Dicastero dovrebbe dedicarsi alla evangelizzazione, ognuno con le sue specialità e con i suoi compiti. Questo è stato ribadito più volte nella riunione di ieri: ogni Dicastero ha un compito di base che è la missione. La stessa Dottrina Sociale della Chiesa sin dai tempi di Giovanni Paolo II è stata definita uno strumento di evangelizzazione. Quindi ogni singola cosa che facciamo dovrebbe avere come obiettivo la promozione della missione della Chiesa, portare il Vangelo nel mondo».

(Vatican Insider)

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