Ticino

Trekking eco-biblici: leggere il Vangelo nel Creato è dare valore al Cielo e alla Terra

L’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco dedicata all’ecologia integrale fa scaturire diverse iniziative. Tra queste anche quelle più contemplative, come i trekking eco-biblici. Dal 4 al 6 settembre 2020 presso il rifugio Schiazzera in Valtellina e gli omonimi laghi, a due passi dalla val Poschiavo, saranno padre Ermes Ronchi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, teologo e poeta, volto noto di RAI Uno perché conduttore del Vangelo nella trasmissione «A sua Immagine» e la professoressa Marina Marcolini, docente di letteratura italiana all’Università di Udine gli accompagnatori. Le loro iniziative si inscrivono dentro la rete delle comunità Laudato si’ (comunitalaudatosi.org) che in Italia e nel mondo promuovono, nei modi più diversi, un’ecologia integrale. La professoressa Marcolini è all’origine di questi trekking, nati 5 anni fa da un gruppo di laici della sua città, Isola Vicentina, oggi riuniti nell’associazione «Casa dei sentieri e dell’ecologia integrale».

Professoressa Marcolini, quale filosofia di fondo regge un trekking eco-biblico? L’idea è quella di mettere in pratica il ritmo lento e leggero che la Laudato si’ suggerisce. Vogliamo attivare tutte le componenti della persona: la dimensione corporea attraverso il movimento, la mente con l’incontro di diversi autori e della Parola di Dio, la dimensione spirituale e l’amicizia nell’incontro con gli altri. Sono previste delle soste per contemplare e leggere la Parola di Dio commentata da padre Ermes e da me. Usiamo la poesia di diversi autori, le preghiere di Giovanni Vannucci, facciamo dei tratti in silenzio.

Avete intitolato il percorso «Cammino dello stupore tra Cielo e terra ». Cosa insegna l’ambiente naturale all’uomo, dal punto di vista spirituale? Insistiamo molto sul recupero della capacità di stupirsi, proprio perché oggi viviamo come se la natura non ci appartenesse. Papa Francesco nella Laudato si’ scrive che «noi siamo terra». Quindi insistiamo sul riconoscerci parte della natura, una parte senziente, cosciente e che ha l’immensa responsabilità di custodirla e coltivarla, come leggiamo nel secondo racconto della Genesi.

La natura può essere amica, ma anche pericolosa. Questa ambivalenza che troviamo nella Bibbia e nella letteratura, cosa dice all’uomo? I fenomeni naturali catastrofici mostrano la barriera del limite dell’essere umano. Dal punto di vista di un pensiero ecologico avere questa consapevolezza è fondamentale: il delirio di onnipotenza dell’uomo, dell’economia capitalista estrema che pensa di crescere infinitamente nel possesso dei beni, non corrisponde alla realtà. Lo abbiamo visto in questi mesi: se «noi siamo terra», nella terra c’è anche la nostra fragilità.

Quindi vivere l’ambiente è importante per riappropriarci della giusta misura di noi stessi? L’uomo condivide la fragilità della terra ma è anche di più. Come scriveva padre Turoldo «Sono un nulla da Te amato», amato da Dio quindi. Ma sono «anche» parte della terra di cui condivido l’esser fragile.

Una spiritualità legata alla contemplazione della natura può essere sorgente di cambiamento? Il Cantico delle Creature di San Francesco mentre esprime meraviglia e gratitudine per tutto il creato, mostra l’empatia che dobbiamo avere per gli altri viventi, tutti, non solo gli esseri umani. Da qui ognuno di noi, nel suo piccolo, può dare vita ad atteggiamenti ecosostenibili personali, dalle scelte alimentari in poi.

I giovani scendono in piazza per l’ecologia. Come iscrivere gesti e proteste in un percorso fondato su motivazioni che resistano nel tempo? La «conversione ecologica» è il termine scelto da San Giovanni Paolo II e ripreso da Papa Francesco. Essendo una «conversione» non si risolve in scelte puntuali ma chiede il percorso di una vita intera. Si deve lavorare sui cambiamenti spirituali e culturali, interiori. Se si accende qualcosa a livello di significati, poi inizia veramente un itinerario di cambiamento nel modo di vivere. 

Dal 4 al 6 settembre in Valtellina

Il trekking eco-biblico guidato da padre Ermes Ronchi e dalla professoressa Marina Marcolini si terrà al Rifugio Schiazzera a 2070 metri in un anfiteatro naturale magnifico in Valtellina, non lontano da Tirano. Il Rifugio è interamente gestito da volontari che contribuiscono alla raccolta di fondi per sostenere le missioni e i missionari, in America Latina. «ll trekking si svolgerà in modo ecosostenibile, le passeggiate sono alla portata di tutti, il costo è di circa euro 120.– compreso vitto e alloggio», ci spiega Eliana Lanfranchi, volontaria e responsabile del rifugio. I posti sono una trentina e nonostante la proposta sia stata presentata solo pochi giorni fa, c’è già lista di attesa per le iscrizioni. Il contatto per annunciarsi è eliana.lanfranchi@libero. it

Cristina Vonzun

20 Luglio 2020 | 06:59
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