Internazionale

Terra Santa: ad Alicante summit per la pace dei leader religiosi

«I nostri due popoli sono responsabili del loro destino comune e le tre religioni sono responsabili della creazione di una coesistenza pacifica. Quanto a noi, capi religiosi, abbiamo la responsabilità di promuovere uno stile di vita basato sul rispetto reciproco, sulla giustizia e la sicurezza, nello spirito della Parola di Dio, come è stato trasmesso attraverso i suoi profeti»: è un passaggio della dichiarazione congiunta diffusa al termine di un incontro interreligioso che si è svolto ad Alicante, in Spagna, che ha visto la partecipazione di capi religiosi ebrei, cristiani e musulmani.

Difesa della vita e fine di ogni violenza condotta in nome di Dio
Al centro del dibattito – riferisce l’agenzia Sir – la responsabilità nella costruzione della pace in Medio Oriente da parte dei leader religiosi. Nel testo, secondo quanto riferisce il Patriarcato Latino di Gerusalemme, viene sottolineata la sacralità della vita, e si chiede la fine di ogni forma di violenza, in particolare quella condotta in nome di Dio: «La violenza esercitata presumibilmente in nome di Dio è una profanazione del suo nome, un crimine contro coloro che sono creati a sua immagine e l’umiliazione di fede. Solo la negoziazione e la deliberazione sono i mezzi adeguati per risolvere i conflitti e le divergenze».

Diritto di entrambi i popoli ad esistere con dignità
Dai capi religiosi è giunta anche la richiesta di trovare soluzione al conflitto israelo-palestinese che «riconosca il diritto di entrambi i popoli ad esistere con dignità». Durante l’incontro è stato deciso di istituire un comitato permanente per attuare la dichiarazione finale.

La religione non può essere un ostacolo alla pace e alla riconciliazione
Mons. William Shomali, vicario patriarcale per Gerusalemme e per la Palestina, presente all’incontro, ha parlato di «atmosfera fraterna e amichevole» anche se, ha detto, «mi aspettavo di più. La pace non può essere solo nelle mani dei politici, e lo stato di avanzamento dei negoziati chiede azioni concrete da parte di tutti. Le parole e le riunioni non sono sufficienti». Tuttavia, ha annotato, «questi incontri impediscono il deterioramento della situazione e, quindi, hanno un influsso positivo sulle relazioni tra le tre comunità. La religione non può essere un ostacolo alla pace e alla riconciliazione. Siamo stati in grado di firmare una dichiarazione comune e questo è un passo avanti verso una maggiore consapevolezza delle nostre controversie».

Presenti i leader di tutte le realtà religiose della Terra Santa
Al vertice spagnolo, organizzato dall’Adam Center for Dialogue of Civilizations e dall’Initiative Mosaica, hanno partecipato tra gli altri il rabbino David Lau, lo sceicco Raed Badir – leader islamico e membro del Consiglio palestinese dell’Ulama – insieme agli sceicchi di Hamad Abu Dabes e Imad Falouji, che provenivano da Gaza con altri dignitari vicino all’Autorità palestinese o ad Hamas. Tra i leader cristiani erano presenti oltre a mons. Shomali, anche l’arcivescovo melchita mons. Bacouni, il vescovo luterano di Gerusalemme Munib Younan e il metropolita greco-ortodosso Timotheos Margaritis.

(Radio Vaticana)

24 Novembre 2016 | 09:36
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