dal Mondo

Zenari: il 2017 potrebbe essere l'anno della svolta per la Siria

03.01.2017, 10:10 / Bianca De Viso

In Siria resta fragile la tregua raggiunta il 30 dicembre scorso grazie alla mediazione di Russia e Turchia con l’avallo dell’Iran e da cui resta fuori lo Stato Islamico. I caccia russi e turchi continuano a bombardare le basi jihadiste in territorio siriano. Anche l’aviazione di Assad sta colpendo a nord di Damasco le basi islamiste escluse dal cessate il fuoco. Ora si guarda con speranza ai colloqui di pace che dovrebbero tenersi entro il mese in Kazhakistan. Sulla situazione ascoltiamo il nunzio a Damasco, il cardinale Mario Zenari, intervistato da Sergio Centofanti:

R. – Vorremmo che questa tregua segnasse una svolta. E’ un segno di una certa speranza: si vive in questo clima. Naturalmente bisogna andare anche molto, molto cauti, perché la tregua – come si sa – non concerne tutti i gruppi armati. E poi si è visto proprio nelle prime ore dell’anno nuovo, nella vicina Turchia, questo atto di terrorismo … Quindi bisognare andare ancora molto, molto cauti. Però direi che la gente ha un po’ tirato un certo respiro di sollievo. E’ importante anche che non venga sepolta la speranza: io dico sempre “Tener vita la speranza!”. Ma bisogna essere prudenti, perché ancora – qua e là – ci sono scontri, bombardamenti … Qui a Damasco, ad esempio, gran parte della capitale da circa una settimana è senza acqua corrente, perché – da quanto si dice – sono stati danneggiati i depositi; e in gran parte della città manca ancora l’elettricità … Un certo sollievo si respira ad Aleppo. Anche le nostre comunità stanno vivendo queste festività natalizie con un certo clima di serenità che non c’era negli anni trascorsi … C’è questo clima di ottimismo e di fiducia, anche se ripeto – ancora una volta – bisogna essere alquanto cauti.

D. – Il Papa, nel suo ultimo appello per la Siria, ha auspicato che la Comunità internazionale si adoperi attivamente per la pace…

R. – Sì, qui è molto importante che la Comunità internazionale si trovi d’accordo. In questi passati sei anni abbiamo purtroppo assistito ad una divisione in seno alla Comunità internazionale e in particolare in seno al Consiglio di Sicurezza. E queste divisioni non hanno aiutato a trovare la via della pace. Ultimamente, in questi ultimi giorni, sono state votate all’unanimità un paio di Risoluzioni in seno al Consiglio di Sicurezza: vogliamo sperare che questo sia un segnale forte, che possa contribuire ad una svolta. Speriamo che il 2017 segni veramente l’anno della svolta! Naturalmente c’è molto da fare, ma importante è che cessi la violenza. E’ tempo di guaire le profonde ferite – ferite molto profonde! – sia sotto l’aspetto fisico, ma direi anche e soprattutto ferite molto profonde negli animi e negli spiriti. Occorre mettere mano e sanare tutte queste varie ferite.

D. – Ci sono delle nuove speranze per questo 2017?

R. – Direi di sì. Ma vanno alimentate: tutte le comunità cristiane, in questi giorni natalizi, alimentano questa speranza con la preghiera, indicando la strada della riconciliazione, del perdono, come ci insegna il Signore nel Vangelo. Naturalmente la strada è ancora molto lunga e direi che è tutta in salita. Però si vede qualche segno di speranza per l’avvenire … E desideriamo che, con l’aiuto di Dio e della Comunità internazionale, questi semi di speranza possano crescere e che possiamo vedere quanto prima dei frutti di riconciliazione e di pace.

(Sergio Centofanti/Radio Vaticana)

Somalia: 3.2 milioni di persone necessitano di aiuti alimentari

24.06.2017

Continua l’emergenza umanitaria in Somalia: sono 3,2 milioni le persone che hanno bisogno di aiuti alimentari; il tasso di malnutrizione generale nella regione è del 22%; quella acuta del 5%. “Il tasso di ammissione dei bambini con meno di cinque anni nei nostri programmi di nutrizione e salute è più che raddoppiato rispetto all’inizio dell’anno”: ha dichiarato Aurelie Fèrial, capo delle operazioni regionali di “Azione contro la Fame” dell’Africa orientale.

Asia-Europa: la crisi dei diritti umani (e delle libertà di commercio)

24.06.2017

La rara presa di posizione dell’ambasciatore tedesco Michael Clauss per la liberazione di mons. Pietro Shao Zhumin e per la libertà di commercio sulla Nuova Via della Seta, sotto l’ombra del monopolio cinese.

Fatima: Il patriarca Bechara Rai consacra il Libano e il Medio Oriente al Cuore Immacolato di Maria

23.06.2017

Le celebrazioni si terranno il 24 e il 25 giugno a Fatima, con la partecipazione di patriarchi e vescovi del Libano.

siria   islam   famiglia   diocesi   misericordia   natale   pace   aleppo   angelus   isis   vaticano   gdp   Francesco   chiesa   guerra   ticino   SantaMarta   giovani   strada regina   preghiera   PapaFrancesco   madre teresa   Ecumenismo   migranti   svizzera   giubileo   udienza   gmg   Papa   trump   egitto