Diocesi

Si concludono i Vesperali in Cattedrale a Lugano

L’edizione 2019 dei Vesperali si conclude martedì 16 aprile, alle 21.00, nella Cattedrale di Lugano, con una libera riedizione dell’antico Ufficio delle Tenebre della Settimana Santa, celebrato fino alla riforma degli anni Cinquanta del Novecento nelle chiese cattedrali del mondo cattolico. Si trattava di una veglia di preghiera da tenersi la sera prima, dopo il tramonto (da cui il nome con cui lo si conosceva: «Ufficio delle Tenebre») del Giovedì, Venerdì e Sabato Santo. Il rito era comprendeva salmi, letture, e i «responsori»: composizioni libere basate sui Vangeli, dei cui testi si trova traccia all’inizio del secondo Millennio. Tali «responsori» furono messi in musica, soprattutto a partire dal Cinquecento, dai più grandi compositori: Palestrina, Gesualdo, Lasso. Conosciuti in particolare per la loro bellezza sono quelli scritti da Tomás Luis de Victoria (1548-1611), che di solito si eseguono in concerto, l’uno dopo l’altro, ossia fuori del contesto per cui furono pensati. I Vesperali hanno «ricostruito» quell’ambiente specifico, in cui la polifonia si erge come una cattedrale sopra il tessuto monodico del canto gregoriano. Si comincia quest’anno dalla veglia prima del Giovedì Santo, nei prossimi due anni seguiranno il Venerdì e il Sabato. L’interpretazione è affidata a due complessi specializzati: il gruppo vocale «De labyrintho» per la polifonia e «More Antiquo» per il gregoriano. La testimonianza (secondo la tradizione dei Vesperali) sarà tenuta da don Antonio Loffredo, parroco del «rione Sanità» di Napoli: uno degli ambienti più «problematici» in cui inverare lo spirito della Settimana Santa. Inizio alle ore 21.00, entrata libera.

6 Aprile 2019 | 23:49
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