Ticino

Sarubbi a Lugano: «È con la misericordia che ripariamo il mondo».

Commuove, fa anche un po’ ridere, in apparenza, il San Giuseppe che Pietro Sarubbi ha regalato al pubblico ticinese nell’imminenza del Natale, con due appuntamenti – sabato e venerdì scorso – al Foce di Lugano. Perennemente convinto di essere «inadeguato» al ruolo che Dio gli affida, lo vediamo agitarsi per lo smarrimento di Gesù nel Tempo a 12 anni (si è perso il Figlio di Dio!), ma anche stupirsi davanti alle battute spesso ironiche dello stesso Gesù, che sin da bambino amava far risorgere gli uccellini morti o curare le ginocchia sbucciate dei suoi amici, come ci raccontano i Vangeli apocrifi. Due ore di splendido monologo per dirci tutta la bellezza di vedere Gesù e Maria con gli occhi dello stesso Giuseppe. Dalla risata si passa così alla commozione, quando Giuseppe, ad esempio, rievoca il sorriso, la dolcezza, le premure, l’inguaribile ottimismo di una sposa come Maria. E così scopriamo di essere dentro un gioco di specchi: ci sembra di «guardare» attraverso gli occhi di Giuseppe, in realtà scopriamo che il confine è labile, e gli occhi di Giuseppe potrebbero essere anche quelli di Maria, tanti i due hanno fatto «un uno», tanto lei ha insegnato a lui a guardare le cose con i suoi occhi sempre meravigliati sul mondo; come dice Giuseppe, «la storia più bella del mondo, quella mia e di Maria». Bella, intensa: se non sorrideva lei, non sorrideva neanche lui.

La testimonianza di Sarubbi

«Prima di tutto, volevo raccontare la sacralità del matrimonio», ci spiega Sarubbi, avvicinato dopo lo spettacolo. «Dentro la storia della famiglia di Nazareth c’è un po’ anche la storia della mia famiglia, le nostre difficoltà, le nostre fragilità ma anche la riscoperta di quella semplicità che porta con sé una tenerezza di sguardi». «Nel sì della famiglia di Nazareth, il sì che milioni di uomini dicono ancora oggi tutti i giorni. Questo Giuseppe siamo tutti noi». Ma perché «Giuseppe il Misericordioso»? «La misericordia è quella che dobbiamo avere con tutti sempre. Quando San Giovanni Paolo II invitava i giovani a prendere la loro vita e a farne un capolavoro, ebbene era un invito anche alla misericordia. È con la misericordia che si ripara il mondo, che noi come genitori abbiamo consegnato un po’ «rotto» ai nostri figli». Giuseppe e Maria, dunque, con Gesù, testimoni della bellezza e testimoni che dei genitori felici fanno dei figli felici. Da ultimo, non possiamo che rivolgere a Sarubbi una domanda sulla sua conversione, avvenuta interpretando Barabba nel film di Mel Gibson sulla passione di Cristo. Cosa consigliare a chi è in cerca di Dio? «Dobbiamo partire dall’idea che è il Signore che fa tutto, ma da parte nostra dobbiamo pregare tanto e soprattutto cercare di conoscere Dio tramite la Bibbia. Lo dice il Vangelo: bisogna stare svegli, con la lampada accesa e i calzari ai piedi».

L'attore Sarubbi.
27 Dicembre 2019 | 17:53
La Storia (43), lugano (287), ticino (474)
Condividere questo articolo!