Ticino

Santa Maria dei Miracoli. Una presenza materna che attraversa i secoli

Domani, giovedì 29 luglio, tutta la diocesi di Lugano è invitata ad unirsi alla comunità di Morbio Inferiore per celebrare la festa di Santa Maria dei Miracoli, nel ricordo del lontano 29 luglio 1594, quando di fronte alla quattrocentesca effigie della Vergine Maria allora collocata nei ruderi della cappella di  un antico castello, furono guarite, come attestano i documenti del tempo, Caterina e Angela, due fanciulle milanesi molto provate dal male, giunte con le loro madri in devoto pellegrinaggio.
«Morbio è una presenza che dà fiducia. Da oltre 425 anni i pellegrini che arrivano al santuario di Santa Maria dei Miracoli, eretto sul luogo del miracolo in adempimento ad una richiesta della Vergine, percepiscono la presenza materna della Madre di Dio», ci spiega  don Simone Bernasconi, animatore del rinomato santuario, che poi ci illustra l’intenso programma della ricorrenza.

La giornata di preghiera – sullo schema di una tradizione consolidata e custodita con affetto negli anni – inizierà prestissimo, ancora nella notte: alle 3 del mattino del 29 luglio la prima celebrazione eucaristica nella chiesa di San Giorgio, presieduta dal vescovo emerito  di Lugano,  Pier Giacomo Grampa, e poi ad ogni ora per l’intera mattinata, fino alle 9, con i sacerdoti viciniori e nativi di Morbio. «I pellegrini in arrivo o partenza, salendo o scendendo la suggestiva scalinata erbosa che conduce al Santuario, formeranno una simbolica staffetta spirituale. Così Santa Maria dei Miracoli diverrà meta di preghiera per l’intera regione e la vicina Italia man mano che l’alba dipingerà la nuova giornata», continua don Simone Bernasconi.

Il programma della giornata prosegue alle 10.30, al Santuario, dove avrà luogo la solenne celebrazione presieduta dal vescovo di Lugano Valerio Lazzeri e concelebrata dal vescovo emerito Pier Giacomo Grampa, dai vicari foranei della diocesi di Lugano e da alcuni sacerdoti della regione circostante, quasi per sottolineare e ricordare, l’invito rivolto dalla «Vergine del castello» alla giovane Caterina: «Fate refare questo luogo, perché qui vi si torni a celebrarvi Messa».

Nel pomeriggio, sempre al Santuario, con due sante messe precedute dal santo rosario, alle 15 e alle 17,  verranno ricordati i malati, coloro che soffrono nel corpo e nello spirito; coloro che lavorano nel campo della sanità; le famiglie, le vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie e tutte le persone che in diversi modi si saranno raccomandate alle preghiere dei pellegrini.

Alla sera, alle 20.30, nella chiesa di San Giorgio, si svolgerà la celebrazione mariana e a conclusione dell’intensa giornata di festa, alle 22, l’ultima Eucaristia. Le celebrazioni saranno condecorate dal suono dell’organo, dai canti della corale diretta dal maestro Franco Caccia e dal gruppo canti, diretto da Jolanda Solcà. Non mancheranno le note musicali della locale Civica filarmonica per la funzione serale.
Causa pandemia, anche quest’anno, non ci sarà la processione. Sarà invece possibile, durante tutta la giornata, accostarsi alla confessione individuale, grazie alla presenza costante del «confessore della Novena», don Valentino Tafou.

28 Luglio 2021 | 14:05
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