Svizzera

«Sacrificio Quaresimale» e «Pane per tutti»: 50 anni di Campagna ecumenica

«Cosa si dovrebbe fare per far morire di fame 40 milioni di persone? Niente» o «Nessuno muore di fame perché mangiamo troppo, ma perché pensiamo troppo poco». Fin dagli esordi, come ben si comprende dai due slogan citati sopra, l’obiettivo della Campagna ecumenica di «Sacrificio Quaresimale» e «Pane per tutti», lanciata in occasione della Quaresima, era di spingere le persone a riflettere, ad aprire gli occhi su quello che accadeva nel mondo e a impegnarsi per cambiare la situazione.

L’aiuto allo sviluppo come si intendeva allora aveva ormai smesso di entusiasmare la popolazione e appariva sempre più chiaro che sarebbe stato necessario un impegno specifico e a lungo termine per riuscire a eliminare la fame e la povertà dalla faccia della terra. Nel 1968 la società era in fermento e questa sorta di «risveglio» sociale interessò anche le Chiese. Sull’onda del Concilio Vaticano II e del Consiglio Mondiale delle Chiese, le Chiese furono invitate ad aprirsi e ad impegnarsi maggiormente per il bene dell’umanità, intervenendo attivamente anche nelle questioni politiche. Di fronte all’immane sfida che li attendeva, tre organizzazioni svizzere di cooperazione internazionale, «Sacrificio Quaresimale», «Pane per i fratelli» (oggi «Pane per tutti») e Swissaid decisero di unire le forze, lanciando una campagna informativa congiunta nell’inverno del 1969.

La prima di una lunga serie che ha permesso una proficua collaborazione a livello ecumenico in tutta la Svizzera. Assieme a «Essere solidali», «Sacrificio Quaresimale» (sul fronte cattolico) e «Pane per tutti» (su quello riformato) da sempre si sono prefissati di affrontare i problemi alla radice e le cause strutturali dell’ingiustizia e della povertà. Temi quali la pace, i diritti umani, la salvaguardia del creato, pratiche commerciali eque, le pari opportunità e la ricerca di uno stile di vita sobrio e sostenibile si sono susseguiti negli anni, caratterizzando 50 anni di Campagne ecumeniche. Campagne che hanno lasciato il segno e che hanno contribuito a scrivere pagine di storia.

Penso in particolare alla nascita della fondazione Max Havelaar e del relativo marchio, nel 1992, (con «Sacrificio Quaresimale» e «Pane per tutti» fra i co-fondatori) che ha permesso di promuovere il commercio equo solidale, tanto che oggi la popolazione in Svizzera si dimostra un vero campione mondiale, con una spesa annua pro capite di ben 83 franchi. Chi invece avrebbe pensato che dopo la controversia sull’adesione della Svizzera all’ONU nel 1986, a cui entrambe le ONG erano favorevoli, si sarebbe giunti al lancio di un’iniziativa popolare per una maggiore responsabilità da parte delle imprese multinazionali, attualmente sui banchi del parlamento? O ancora al condono, in occasione del 700esimo della Confederazione nel 1991, di 700 milioni di franchi di debiti che alcuni paesi del «Terzo Mondo», come si definivano allora, dovevano alla Svizzera, a seguito di una Campagna ecumenica proprio sulla problematica dell’indebitamento dei paesi poveri. «Sacrificio Quaresimale» e «Pane per tutti», con i loro progetti al Sud e con le loro campagne di sensibilizzazione hanno operato e continuano a operare per un mondo migliore, in cui le ingiustizie, fame e povertà siano sanate. E lo fanno grazie anche al sostegno della popolazione svizzera. Perché, come si sottolineava in una pagina dell’Agenda del 1976 «il cuore deve avere le mani».

Federica Mauri, Responsabile comunicazione per «Sacrificio Quaresimale» nella Svizzera italiana

Il manifesto della Campagna 2019.
9 Marzo 2019 | 11:00
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