Svizzera

Quando scienza e fede si alleano per salvare il pianeta

Il nuovo progetto ‘The Living Chapel’, ispirato alla Laudato si’ e sostenuto dal Vaticano, riunisce attori del mondo della scienza, della religione e della società civile per promuovere una «conversione ecologica» globale. Il professore Thomas Crowther, il cui progetto di riforestazione delle Nazioni Unite è sostenuto da «The Living Chapel» (cappella vivente), accoglie con favore questo riavvicinamento tra fede e scienza.

di Raphaël Zbinden, cath.ch / traduzione e adattamento di Katia Guerra

Piantare mille miliardi di alberi. Questo è l’orizzonte a cui Thomas Crowther punta con il progetto «Trillion Trees». Lo scienziato britannico specializzato in ecologia dell’ecosistema e professore presso il Politecnico di Zurigo è il principale consulente scientifico della campagna delle Nazioni Unite per il rimboschimento su larga scala del pianeta. L’obiettivo è sia quello di proteggere la biodiversità che di combattere il riscaldamento globale, poiché gli alberi hanno la capacità di immagazzinare CO2.

Un’iniziativa «multi-settore»
Thomas Crowther ha parlato in videoconferenza il 5 giugno 2020, per il lanciare il progetto «The Living Chapel» a Roma. L’iniziativa «multi-settore», che si occupa di architettura, musica e azione concreta, mira a incoraggiare le persone a vivere in armonia con l’ambiente.

Il nucleo del’iniziativa è una struttura metallica vegetativa, installata nel Giardino Botanico di Roma, che ospita giovani alberi da frutto di varietà «dimenticate» dall’Italia e dall’Europa meridionale. Essi sono destinati a essere ripiantati nei «Giardini della Laudato si», che dovrebbero essere istituiti in Italia e altrove.

La dimensione simbolica di «The Living Chapel» invita gli Stati a sostenere il progetto «Trillion Trees», a cui partecipa il Crowther Lab, del Politecnico di Zurigo. Quest’ultimo è partner di «The Living Chapel», così come le due entità religiose che sono il Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, guidato dal Cardinale Peter Turkson a Roma, e il «Movimento Mondiale Cattolico per il Clima».

Nucleo comune tra scienza e religione
Un’insolita coalizione in questo settore, che, lungi dall’essere un ostacolo, costituisce uno sviluppo emozionante per Thomas Crowther. «È fantastico che grandi gruppi religiosi come il Vaticano si stiano impegnando in queste azioni ambientali», ha detto a cath.ch. Il Vaticano possiede importanti terre in tutto il mondo che potrebbero essere integrate nel progetto di rimboschimento globale.

Ma per lo scienziato britannico, il potenziale di convinzione e di autorità morale della Chiesa è particolarmente prezioso. «Attraverso la religione, è possibile raggiungere persone che altrimenti non si sentirebbero toccate dalle questioni ecologiche. Ci troviamo in una situazione in cui stiamo cercando di sensibilizzare il maggior numero possibile di persone. E in questo, il potenziale della Chiesa cattolica, che comprende più di un miliardo di persone, è enorme».

Un’alleanza tra scienza e fede che non offende i valori di Thomas Crowther. «Non credo nell’opposizione tra religione e scienza. I due hanno, è vero, avuto una lunga storia di disaccordi. Ma fondamentalmente, penso che queste due dimensioni della cultura umana siano fatte per collaborare. In ogni caso, sono lieto che la Chiesa, specialmente con la Laudato si’, stia adottando una visione olistica dei problemi dell’umanità. Un approccio verso il quale anche la scienza dovrebbe avvicinarsi».


«Trillion Trees Campaign»

Nel 2006 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha lanciato, in collaborazione con il World Centre for Agroforestry, la campagna» Plant for the Planet: Billion Trees» (piantiamo per il pianeta un miliardo di alberi), diventata nel frattempo»Trillion Trees» dopo che l’obiettivo iniziale è stata raggiunto.

Uno dei ruoli del Crowther Lab è quello di consigliare le autorità statali e le ONG coinvolte nella riforestazione, comprese le aree in cui farlo e quali specie utilizzare.

Il team del Politecnico di Zurigo stima che 900 milioni di ettari (circa le dimensioni degli Stati Uniti) di ulteriore copertura degli alberi potrebbero crescere sulla rerra, oltre agli attuali 2,8 miliardi di ettari. Secondo questi scienziati, ciò consentirebbe di assorbire un quarto dell’anidride carbonica attualmente presente nell’atmosfera

Thomas Crowther insiste sul fatto che il rimboschimento può essere fatto solo come corollario per una riduzione delle emissioni di carbonio. Egli racconta cath.ch che questo deve necessariamente comportare un cambiamento nel nostro stile di vita.

La Living Chapel

La Living Chapel è un luogo di serena armonia che unisce Natura, Arte, Musica e Architettura per sensibilizzare popoli di ogni cultura e religione alla cura del nostro pianeta attraverso la piantagione di nuovi alberi e la creazione di Giardini Laudato Si’.
Il progetto, idea del compositore australiano-canadese Julian Darius Revie, si ispira all’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, alla figura di San Francesco d’Assisi e all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Si iscrive nel quadro dell’anno Laudato Sì decretato da Papa Francesco dal 24 maggio 2020 al 24 maggio 2121.

«Tutto è nato dall’idea di una composizione musicale ispirata alle parole del Papa nell’Enciclica Laudato Si’, quando invita l’umanità a ritrovare una serena armonia con il mondo naturale. La parola «armonia» infatti per me, in quanto compositore, ha uno specifico significato tecnico che mi ha spinto verso una nuova interpretazione del suo senso. Così è nata la Living hapel come sintesi tra musica, natura e umanità», ha spiegato Julian Darius Revie. «Poi, quando l’idea della Living Chapel si è espansa in un movimento ecologico per piantare alberi e nuovi giardini nel mondo, questo è diventato il nostro scopo principale e la musica ne è diventata il complemento, la Living Chapel è praticamente uno strumento musicale vivente che contiene decine di still drums nati dal riciclo di barili di petrolio ed è rivestita da più di 3000 piante», ha continuato Revi.

La Living Chapel è stata progettata e costruita da un team internazionale guidato dall’Architetto Dr. Gillean Denny supportata da più di 100 studenti del Dipartimento di architettura della Stuckeman School presso la Pennsylvania State University, guidato da James Kalsbeek, e del Welding & Metal Fabrication Department del Pennsylvania College of Technology guidato da James Colton II.

«La Living Chapel è una versione contemporanea della Porziuncola di Assisi, concepita sulle sue stesse proporzioni ma con una torsione che spinge le sue pareti verso l’alto ed è quasi interamente ricoperta di piante sempre verdi. Nella Living Chapel il giardino e la cappella si sono fusi in un corpo unico dando vita ad un’architettura vivente», ha spiegato l’Architetto Gillean Denny. «La struttura della Living Chapel è stata costruita interamente con materiali riciclabili. Sulla parete frontale,
quella musicale, gli schermi di metallo sono tutti realizzati con materiali di scarto che non sono stati alterati in alcun modo. Tutta la parete scultorea è interamente composta da ciò che normalmente sarebbe considerato spazzatura ma che è stato invece rigenerato e trasformato in qualcosa di bello», ha continuato la progettista. L’installazione è realizzata in alluminio riciclato. L’impianto di irrigazione è alimentato a pannelli solari e con un ciclo incessante di gocce d’acqua che nutre le piante e colpisce elementi metallici, rigenerati in strumenti musicali (still drums), generando un’armonia. La Living Chapel è circondata da barili di petrolio adibiti a vasi, dimora temporanea di una collezione di antichi alberi da frutto «dimenticati» nativi dell’Umbria e di giovani alberi forestali provenienti dall’Europa Centro-Meridionale.

https://livingchapel.com/

The Living Chapel istallata nel Giardino Botanico di Roma | © The Living Chapel
23 Giugno 2020 | 15:56
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