Ticino

Premio della giuria ecumenica del Locarno Film Festival a «Maternal»

La Giuria ecumenica del Locarno Film Festival ha deciso di assegnare il premio di 20’000 franchi, donati dalla Chiesa cattolica in Svizzera e le Chiese riformate, a «Maternal» di Maura Delpero. Ma Maternal di Maura Delpero, una produzione dispàrte e Vivo film con Rai Cinema, in coproduzione con Campo Cine, ha convinto anche altre giurie del 72. Festival di Locarno. Sono infatti altri tre oltre a quello della giuria ecumenica i riconoscimenti ottenuti dal film: la Menzione speciale della giuria del Concorso internazionale, il premio Europa Cinemas Label,  e il secondo premio della Giuria dei Giovani.

Come racconta la trama, Paola, una giovane religiosa, arriva in Argentina, in un convento che accoglie delle giovani ragazze madri. Una di loro, Lu, abbandona il convento e suo figlio. Una pellicola, quella di Delpero, che tocca in questo modo tematiche come l’amore, la sollecitudine verso i figli, la sessualità, affrontandole con molta delicatezza. Si entra così in un microscosmo fatto di diverse voci e di una grande complessità sociale, politica e spirituale; un microcosmo proiettato però verso la ricerca costante di verità. Sotto una forma altamente estetica, la regista riesce a confrontarsi con delle domande morali universali.

La stessa Delpero ha raccontato l’esperienza vissuta in Argentina, in una casa di accoglienza gestita da religiose dove la regista ha maturato il progetto cinematografico:

«È stata l’immagine epifanica di una giovane suora che cullava uno dei figli di queste ragazze madri che ha messo in moto il film – ha raccontato la regista italiana- In quel momento ho realizzato tutta la potenza del cortocircuito emotivo di un mondo femminile chiuso, paradossale e affascinante in cui la maternità precoce delle ragazze convive con quella assente delle religiose. La scrittura ha seguito il desiderio di evocare la complessità e le contraddizioni di questo universo singolare».

La Giuria ecumenica ha anche premiato con una menzione speciale «Vitalina Varela», di Pedro Costa. Al di là della grande qualità estetica di questo film, Pedro Costa riesce, attraverso un gioco di luci e ombre, a provocare la discussione teologica profonda sul carattere dialettico della fede. Il viaggio spirituale di una donna abbandonata a se stessa e di un prete senza parrocchia aprono la coscienza dello spettatore per la dimensione trascendente della vita. Il film portà così l’attenzione sul rispetto della dignità umana e la necessità di una riconciliazione tra solidarietà e minoranze a livello universale.

Il lavoro della Giuria ecumenica

Presente al Festival di Locarno dal 1973, quest’anno la Giuria ecumenica è formata da Thomas Kroll (Germania, presidente), Tomas Axelson (Svezia), Mariola Marczak (Polonia) e Gabriella Racsok (Ungheria). La giuria ecumenica viene nominata congiuntamente da Signis, l’associazione cattolica mondiale per la comunicazione, e da Interfilm, l’organismo inter-ecclesiale internazionale per il cinema. Assegna un premio di 20 mila franchi (messo a disposizione dalle Chiese cattolica romana ed evangelica riformata svizzere) a quei registi che, con il loro talento artistico, riescono a far risaltare nelle loro opere valori religiosi, umani e sociali, con particolare attenzione a temi come la giustizia, la pace, il rispetto dell’altro e le dimensioni spirituali. Al film premiato è garantita la distribuzione in Svizzera.

Leggi la recensione di Claudio Mésoniat a «Maternal».

(kath.ch/red)

18 Agosto 2019 | 15:06
Condividere questo articolo!
En relation