Ticino

«Pensavo che nell’Opus Dei non ci sarebbero stati altro che uomini...»

Pensavo che nell’Opus Dei non ci sarebbero stati altro che uomini. Non che non apprezzassi le donne – amo molto la Madre di Dio; amo mia madre e le vostre; voglio bene a tutte le mie figlie, che sono una benedizione di Dio nel mondo intero –, ma prima del 14 febbraio 1930 io non immaginavo per nulla la vostra esistenza nell’Opus Dei, anche se pulsava nel mio cuore il desiderio di compiere in tutto la Volontà di Dio. E quando quel giorno terminai di celebrare la Santa Messa, già sapevo che il Signore voleva la Sezione femminile.

San Josemaría Escriva de Balaguer

Il 14 febbraio 1930 san Josemaría comprese che Dio chiamava anche le donne a far parte dell’Opus Dei. Un anniversario è sí un momento celebrativo, ma anche un modo per fermarsi un attimo a riflettere alla strada compiuta e al percorso che si intende intraprendere. Ne abbiamo parlato con Marie Pierre Barbieri, del Servizio informazione e comunicazione dell’Opus Dei in Svizzera .

90 anni di donne nell’Opus Dei quali risultati e quali sfide future?

Ci sentiamo molto riconoscenti al Signore per aver fatto vedere al nostro fondatore, San Josemaria, durante la santa messa un 14 febbraio 1930 , che le donne dovevano fare parte dell’Opus Dei, e che anche loro potevano offrire tutta la loro vita al Signore, il lavoro, la famiglia, la vita interiore… con la santificazione del lavoro, il fatto di lavorare per una donna non era più trasgressivo, perché  il lavoro della donna piaceva a Dio.

Oggi le donne rappresentano più o meno il 57% dei fedeli della Prelatura e hanno iniziato, o collaborano, ad una multitudine di attività . L’anno scorso, abbiamo avuto la grande gioia di vivere la beatificazione della la prima donna laica dell’Opus Dei, Guadalupe Ortiz de Landazuri , a Madrid il 18 Maggio.

Come lo scrive Mons. Fernando Ocariz, attuale prelato dell’Opus Dei, nella sua lettera pastorale del 5 Febbraio 2020, dobbiamo avere una «fede riconoscente per l’estensione e l’intensità del lavoro cristiano che portano avanti le donne dell’Opus Dei» e sentire una ” gratitudine colma di speranza , perché possiamo guardare al futuro con serenità e ottimismo, malgrado le difficoltà , perché potremo contare sempre sull’amore di Dio per ciascuna e per ciascuno di noi, malgrado le nostre limitazioni e i nostri errori».

Quale è il ruolo oggi e il valore aggiunto della presenza femminile nell’Opus Dei?

Il fondatore aveva una grande fiducia e grande stima delle sue figlie, come gli piaceva chiamarle. San Josemaria non faceva distinzione tra le donne e gli uomini nell’Opera,  proprio perché, con il Battesimo, siamo diventati tutti figli e figlie di Dio. Uguali agli occhi del Signore .

Le donne, come per tutti gli ambienti, hanno arricchito l’Opus Dei in diversità , portando anche tanti colori e allegria!

Quale è il ruolo delle donne dell’Opus Dei nella società e nella vita quotidiana?

Il ruolo delle donne dell’Opus Dei nella società e nella vita quotidiana non è tanto diverso di una donna cristiana che ha scelto di mettere Gesù al centro della sua vita. Il fondatore aveva la ferma convinzione che «la donna è chiamata ad apportare alla famiglia, alla società civile, alla Chiesa, qualche cosa di caratteristico che le è proprio e che soltanto lei può dare» ( Colloqui, n.87)

San Josemaria ribadiva anche che la donna sposata può, con la sua forza e la sua dolcezza, santificare il suo marito e i suoi figli e dunque migliorare la società .

Sono tante le attività dove le donne dell’Opus Dei si sono messe in gioco. Hanno iniziato o collaborano in attività così diverse come: Harambee International (progetti umanitari e sociali in Africa), catechesi, corsi di teologia, orientamento familiare per genitori e anche nonni, cineforum, visite culturali, conferenze diverse.

Ad esempio dal 20 Febbraio, in un albergo di Lugano, inizierà «Personal Project», un gruppo di riflessione sugli aspetti essenziale della vita ( lavoro, valori..) per donne e uomini di 25/35 anni.

Quale momento storico stanno vivendo le donne in Ticino?

Un momento importante per la Prelatura in Ticino è stato l’apertura del suo centro a Lugano, 22 anni fa, in un appartamento piccolo che, dopo alcuni traslochi, è diventato la casa accogliente in Viale Giuseppe Curti 11, a due passi dal centro e dell’Università.

Ogni settimana il centro culturale Alzavola offre attività di Clubs per le ragazze di tutte le età , ritiri mensili, e offre più largamente un ambiente formativo, culturale ed educativo a persone di qualsiasi provenienza sociale, nazionalità e confessione.

Quale messaggio mandare alle donne e agli uomini, dal vostro punto di vista, in questi tempi?

Viviamo tempi dove tante cose sono diventate instabili: il lavoro, le unioni, la pace nel mondo, persino la Chiesa sta attraversando un periodo difficile.

Di conseguenza, sempre di più, donne e uomini hanno bisogno di formazione per capire il mondo e riflettere sulla propria vita, fare le scelte che ritengono giuste e andare avanti.

Per ogni Cristiano, Gesù Cristo è il nostro punto di riferimento. Lui c’è sempre, e sempre ci sarà e da tanta stabilità a chi vuole seguirLo. Ecco perché dobbiamo prendere il tempo di conoscere meglio il Signore, di» frequentarLo» come diceva San Josemaria, nella preghiera e nell’Eucaristia sopratutto. La nostra sfida e di non perdere la ” stella», la metà del nostro camino sulla terra.

Il fondatore dell'Opus Dei, San Josemaria Escriva de Balaguer (1902-1975)
14 Febbraio 2020 | 16:28
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