Diocesi

Pellegrini ticinesi alla canonizzazione di Paolo VI e Romero : «Emozionante vedere tanti giovani raccolti in preghiera»

Alla canonizzazione di questa mattina di sette nuovi Santi in Piazza San Pietro erano presenti anche alcuni pellegrini ticinesi, provenienti da Bellinzona e guidati da don Pierangelo Regazzi. Per telefono ci raccontano subito delle loro impressioni:

«C’era una marea di folla», dice subito don Pierangelo. «Vicino a me, durante la celebrazione, c’erano persone da tutto il mondo; la Chiesa è cattolica per questo. In certi momenti si respira tutta la sua cattolicità. Quando Papa Francesco ha letto la formula di canonizzazione, sinceramente mi sono commosso profondamente. Per me, in un certo senso, Papa Paolo VI è anch’esso un martire, se penso con quale coraggio e spirito di iniziativa ha affrontato il dopo Concilio, ma soprattutto eventi drammatici come la morte di Aldo Moro. Affiancare la sua figura a quella di Romero è stata una scelta azzeccata».

Nonostante le polemiche sorte in seguito, ai tempi della vicenda, Papa Paolo VI aveva infatti rivolto un appello accorato ai rapitori del politico, le Brigate Rosse, perché lo liberassero, implorando che fosse restituito «alla libertà, alla famiglia, alla vita civile l’on. Aldo Moro» e aggiungendo: «vi prego in ginocchio, liberate l’on. Aldo Moro, semplicemente senza condizioni».

«Conoscevo bene le due figure di Paolo VI e Romero dalle mie letture. Ci sono molteplici libri su di loro», dichiara Marco, altro pellegrino del gruppo. «Paolo VI è per me il Santo della modernità. È il Papa che per primo ha dovuto affrontare i problemi del mondo d’oggi. Ha iniziato quel processo che avrebbe introdotto il mondo nel III millennio». «Papa Francesco? Oggi l’ho visto molto in forma».

«È emozionante vedere quanti giovani hanno ancora la fede e partecipano a simili eventi, anche in modo molto raccolto», gli fa eco Anita, pellegrina con lui a Roma. «Una cosa così non la rivivremo più».

Francesca conclude: «Mi è piaciuta molto anche l’omelia del Papa, soprattutto quando ci ha richiamato all’essenziale: si segue Gesù del tutto o non si segue».

(red)

Don Pierangelo Regazzi, parroco di Bellinzona con alcuni pellegrini ticinesi presenti a Roma
15 Ottobre 2018 | 12:00
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