Ticino

Pellegrinaggi svizzeri: da Disentis a Saint-Maurice sull’antico percorso storico e devozionale/1

Sono 240 i chilometri da percorrere da est ad ovest, come pellegrini sulla Via alpina di San Giacomo. Ebbene sì, li abbiamo percorsi per voi dall’abbazia di Disentis, nei Grigioni, sino a quella di Saint Maurice nel Basso Vallese. A riscoprire questo percorso storico e devozionale sono stati l’alpinista svizzero Peter Salzmann e il fotografo Thomas Andenmatten. Un cammino che porta alla scoperta di tracce secolari di pellegrinaggio e di un ricco patrimonio sacro nel bel mezzo di una natura splendida. Qui, sulle pagine di Catholica, vi racconteremo in tre puntate questo magnifico percorso che è possibile suddividere in 13 tappe.

Disentis-Passo dell’Oberalp

Siamo partiti nel tardo mese di giugno, desiderosi di intraprendere questo nuovo tracciato del cammino. Superato il Lucomagno, l’arrivo al punto di partenza è piacevole anche se le nuvole non promettono molto bene. Sentiamo da lontano le campane della parrocchiale di Sogn Gion con il suo gigantesco san Cristoforo sul campanile, che vedremo più tardi. Noblesse oblige, partiamo dall’abbazia benedettina di Disentis, che dal Medioevo in poi nel suo ospizio accoglieva i pellegrini che partivano verso Santiago. Consigliamo vivamente a chi non l’avesse mai visitata di passare mezza giornata qui, prima di partire verso i piccoli villaggi di Cuoz e Segnas, dove vale la pena fermarsi per dare un’occhiata alle due cappelle. Il cammino sale nel bosco e ci porta a Sedrun, dove siamo invitati a visitare la chiesa san Vigilio, menzionata già nel 1205. Pro- seguiamo tra la flora alpina che mostra tutti i suoi colori per arrivare, dopo aver visitato Zarcuns e Rueras, sull’altro versante della valle e per salire fino al passo dell’Oberalp, passando accanto alla ferrovia.

Passo dell’Oberalp- Realp

Dal faro che domina il passo dell’Oberalp, si riprende il percorso seguendo il lago e poi su sentieri piuttosto stretti. Si alternano passaggi sulla strada del passo e cammini nel verde delle pinete, fino ad arrivare ad Andermatt, dove visitiamo la bella chiesa romanica di san Colombano. Vi consigliamo di entrare anche nella parrocchiale dedicata ai santi Pietro e Paolo in stile gotico dove si trovano le reliquie dei santi Felix e Regula. Uscendo dall’animato centro di Andermatt si cammina lungo il campo di golf, fino ad arrivare ad Hospental, villaggio che già avevamo toccato nel cammino di Santiago proveniente dal Ticino. Dopo pochi chilometri ci si imbatte nel più piccolo villaggio della Svizzera: Zumdorf. Ecco che lentamente, lasciataci alle spalle la pianura, iniziamo la salita verso il passo della Furka, passando per Realp, che dal XVIII secolo era ritenuta una tappa popolare per i viaggiatori.

Realp-Gletsch

Da Realp iniziamo la salita verso il colle della Furka, un tratto impegnativo come inizio giornata ma molto affascinante per il paesaggio, immerso nella nebbia del mattino e con il belato di greggi di pecore intorno. Il freddo non impedisce di ammirare la bellezza del panorama che diventa sempre più selvaggio, tra il verde che spunta in mezzo alla neve. Il sentiero attraversa più volte la strada dove passano qualche auto e diverse moto. È interessante sapere che anche Goethe era passato di qui, salendo verso il passo immergendosi nella neve fresca. Anche noi siamo costretti a fare un pezzo di strada perché il sentiero non si vede, sotto la neve. L’arrivo in cima al passo, malgrado il vento che imperversa lascia a bocca aperta per la bellezza che ammiriamo prima di scendere a zigzag fino a Gletsch, dove siamo accolti dalla cappella anglicana d’inizio ‘900, ad uso dei turisti inglesi.

Gletsch-Münster

La discesa fino a Oberwald si intraprende attraversando la valle, per infine arrivare alla chiesa parrocchiale, una costruzione particolare, poiché dietro vi è stato costruito un riparo antivalanghe, dopo che nel 1710 era stata distrutta. Il cammino prosegue poi in pianura nella Valle di Goms, accompagnati da una grande ricchezza botanica. Passiamo dal paesino di Obergesteln, che si distingue dagli altri villaggi poiché le sue case sono in pietra. Affascinante la cappella del cimitero con frammenti di affreschi, che potrebbero datare del 1425. Sorpassiamo Ulrichen, giungiamo a una cappella importante per gli antichi pellegrini e ripartiamo poi verso Geschinen. Sopra di noi ci sono tante nuvole ma intorno siamo immersi in un mare di colori, dati dai numerosissimi fiori. Eccoci infine a Müster: gli storici dell’arte considerano l’altar maggiore gotico della parrocchiale dedicata all’Assunta come il più bello in Svizzera, insieme a quello della cattedrale di Coira, di stile gotico tardivo. Interessante anche l’esterno, in bianco, con una torre romanica.

Chiara Gerosa

Graubuenden, summer, church/chapel, house/building
11 Agosto 2020 | 06:54
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