Chiesa

Parolin dai vescovi Usa: accogliere i migranti che bussano alla porta d’America

15.11.2017, 07:20 / redazionecatt

Il cardinale Pietro Parolin ha esortato i vescovi degli Stati Uniti a guidare la Chiesa nell’accoglienza delle «nuove ondate di migranti e rifugiati che bussano alla porta dell’America» nella omelia di apertura dell’assemblea autunnale che marca il centesimo anniversario della Conferenza episcopale Usa, ricordando che alla sua origine vi erano i migranti europei che fuggirono Oltreoceano in fuga dalla Prima Guerra mondiale.

Nella cerimonia che si è svolta nella basilica dell’Assunzione della Vergine Maria di Baltimora, il Segretario di Stato vaticano ha invitato l’episcopato statunitense a «lavorare per una società ancora più giusta e inclusiva dissipando le ombre della polarizzazione, della divisione e del collasso sociale», li ha incoraggiati a far sentire pubblicamente la loro voce su questioni come l’aborto, la famiglia, la sanità assicurata anche ai meno abbienti, nonché «assistendo processi internazionali di dialogo e peacemaking» e li ha esortati ad accompagnare i fedeli lungo i «sentieri della vita e della storia».

La Conferenza episcopale degli Stati Uniti è nata, ha ricordato Parolin, «come risposta all’immensa sofferenza e umana e all’immenso dislocamento provocato dalla Prima Guerra mondiale. I vescovi americani crearono il Consiglio nazionale cattolico per la Guerra non da ultimo per assistere al ricollocamento di tante famiglie obbligate a lasciare le loro case e venire nel Nuovo Mondo in cerca di sicurezza e di una vita migliore. In circostanze molto diverse oggi quella missione rimane opportuna, mentre la Chiesa nel vostro paese cerca di portare non solo assistenza materiale ma anche il balsamo spirituale della guarigione, del conforto e della speranza alle nuove ondate di migranti e rifugiati che bussano alla porta dell’America. Nel suo conseguente sviluppo, la vostra assemblea, senza mai esitare in quell’impegno di carità cristiana, ha dimostrato di essere un mezzo efficace di coordinamento dell’azione pastorale e della testimonianza evangelica della Chiesa in America».

Il cardinale ha poi detto, a partire dal racconto evangelico delle vergini sagge e delle vergini stolte (Mt 25,1-13), che l’olio è «gioia del Vangelo – Evangelii gaudium – che la Chiesa è chiamata a proclamare dinanzi al mondo» e che «in un’epoca sempre più segnata dalla secolarizzazione, dal materialismo e dall’involgarimento delle relazioni umane, un aspetto essenziale del vostro compito di pastori della Chiesa d’America è di proporre questa speranza, in ogni occasione opportuna o non opportuna, confidando nel suo potere di attrarre le menti e i cuori alla verità di Cristo».

L’olio, ancora, è simbolo di «balsamo di guarigione, riconciliazione e pace», ha detto Parolin. «Nel secolo precedente la nascita della vostra Conferenza, la grande sfida affrontata dalla Chiesa in questo paese è stata promuovere la comunione in una Chiesa immigrata, integrare una diversità di popoli, lingue e culture in una fede, e inculcare un senso di cittadinanza responsabile e una preoccupazione per il bene comune. Anche oggi l’urgente necessità di accogliere e integrare nuove ondate di immigrati continua senza sosta. Al tempo stesso, la comunità cattolica è chiamata, sotto la vostra guida, a lavorare per una società ancora più giusta e inclusiva dissipando le ombre della polarizzazione, della divisione e del collasso sociale (societal breakdown)».

«Non posso mancare – prosegue Parolin – di citare i contributi responsabili fatti dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti alla discussione su importanti questioni sociali e dibattiti politici, soprattutto quando essi coinvolgono la difesa dei valori morali e i diritti dei poveri, degli anziani, dei vulnerabili e di coloro che non hanno voce. Penso in particolare all’eccezionale testimonianza che la Chiesa in questo paese ha fatto nel difendere il diritto alla vita dei non nati, ma anche, in tempi più recenti, nei suoi sforzi per assicurare la dovuta protezione della famiglia e l’accesso ad una cura sanitaria accessibile (affordable health care, che è anche il nome della riforma sanitaria promossa dal presidente Barack Obama, ndr) Lo avete fatto non solo confrontandovi in dibattiti politici nel vostro paese, ma anche assistendo processi internazionali di dialogo e peacemaking, e fornendo un aiuto umanitario molto necessario a popoli colpiti dalla guerra e dai conflitti civili. In questo processo di accompagnamento, possiate continuare ad esercitare il vostro profetico compito nel portare il balsamo della misericordia alle discussioni che troppo spesso si rifugiano nelle politiche e nelle statistiche, ignorando i volti e i bisogni delle persone reali».

«La comunità cattolica di questa nazione, nella vasta rete delle sue parrocchie e delle sue istituzioni educative, sanitarie e caritatevoli, è sfidata a porre in modo ancora più vitale la saggezza del Vangelo che solo porta vera gioia e soddisfa gli aneliti più profondi del cuore umano», ha proseguito Parolin elogiando in particolare la Convocazione dei leader cattolici e gli Encuentros nazionali e citando tanto Paolo VI, per il quale Gesù Cristo è necessario all’uomo e al mondo di oggi, e Papa Francesco che, sempre nella Evangelii gaudium ,scrive che coloro che si lasciano salvare dall’incontro con lui «sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento». «Guardando al futuro – ha concluso il porporato – siete chiamati a discernere modi sempre più creativi di ungere tutto il popolo di Dio con l’olio della saggezza e della forza necessarie ad abbracciare la missione come testimoni di gioia evangelica e speranza in un mondo fratturato».

Iacopo Scaramuzzi – VaticanInsider

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