santa marta

Papa Francesco: i cristiani non siano ipocriti con l’anima truccata

«Il formale è un’espressione del reale», ma devono procedere «insieme», altrimenti si finisce per vivere un’esistenza di «apparenze», una vita «senza verità» nel «cuore». E’ la riflessione che Papa Francesco offre nell’omelia della Messa celebrata a Santa Marta, partendo da un brano tratto dal libro del profeta Isaia.

Fare penitenza mostrandosi lieti

La semplicità delle apparenze dovrebbe essere riscoperta soprattutto in questo periodo di Quaresima, attraverso l’esercizio del digiuno, dell’elemosina e della preghiera. I cristiani, infatti, dovrebbero fare penitenza mostrandosi lieti; essere generosi con chi è nel bisogno senza «suonare la tromba»; rivolgersi al Padre quasi «di nascosto», senza cercare l’ammirazione degli altri. Al tempo di Gesù, spiega Papa Bergoglio nell’omelia, l’esempio era palese nella condotta del fariseo e del pubblicano, oggi i cattolici si sentono «giusti» perché appartengono a una tale «associazione», vanno a «Messa tutte le domeniche» e non sono «come quei poveracci che non capiscono nulla».

Coloro che cercano le apparenze, mai si riconoscono peccatori e se tu dici loro: «Ma tu anche sei peccatore!» – «Ma, sì, peccati abbiamo tutti!», e relativizzano tutto e tornano a diventare giusti. Anche cercano di apparire con faccia da immaginetta, di santino: tutto apparenza. E quando c’è questa differenza tra la realtà e l’apparenza, il Signore usa un aggettivo: «Ipocrita».

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8 Marzo 2019 | 11:36
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