Papa e Vaticano

Papa Francesco: c'è bisogno di «sollevare dal peso del debito estero» le nazioni più povere


In un messaggio affidato al Cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Papa Francesco si rivolge al Fondo Monetario Internazionale, chiedendo di dare ai poveri il potere di decidere del loro destino, specialmente oggi che i disequilibri mondiali si sono acuiti a causa della pandemia.

Nella sua lettera, Papa Francesco auspica che gli incontri dell’FMI contribuiscano a un modello di «recupero» capace di «generare soluzioni nuove, più inclusive e sostenibili per supportare l’economia reale e assistere individui e comunità a raggiungere le loro più profonde aspirazioni e il bene comune universale».

Il recovery (recupero) non significa, per Papa Francesco, «tornare a un modello diseguale e insostenibile in cui una piccola minoranza della popolazione mondiale detiene metà della sua ricchezza». Il Papa sottolinea che si deve cominciare con le relazioni umane, per poi arrivare alle relazioni finanziarie, tutte da definire attraverso una cultura dell’incontro, che porti ad un «piano globale che possa creare nuove istituzioni o rigenerarne di nuove, e in particolare quelle di governance globale».

E questo significa necessariamente «dare alle nazioni più povere e meno sviluppate un ruolo efficace nel processo decisionale e facilitare il loro accesso al mercato internazionale», mentre c’è anche bisogno di «sollevare dal peso del debito estero esacerbato dalla pandemia» le nazioni più povere è, per Papa Francesco, un «gesto profondamente umano che può aiutare le persone a sviluppare e avere accesso a vaccini, salute, educazione e lavoro». Il Pontefice mette in luce anche l’esistenza di «un debito ecologico», che esiste tra Nord e Sud globali, un debito con la natura stessa e con i popoli «colpiti da una degradazione ecologica indetta dall’uomo».

Francesco quindi sottolinea che «l’industria finanziaria, che si distingue per la sua grande creatività, si mostri capace di sviluppare un meccanismo agile per calcolare questo debito ecologico, in modo che le nazioni più ricche possano saldare il debito non solo limitando in maniera significativa il consumo di energia non rinnovabile o assistendo le nazioni più povere in politiche e programmi di sviluppo sostenibile», ma anche «coprendo i costi delle innovazioni richieste per lo scopo.

Papa Francesco sottolinea che «il denaro pubblico non dovrebbe mai essere disgiunto dal bene comune, e i mercati finanziari dovrebbero essere regolati con leggi che assicurino che lavorino davvero per il bene comune», mentre ci vuole «un vero e proprio impegno per una solidarietà economica, finanziaria e sociale», da preferire ad atti singoli di solidarietà». Secondo Bergoglio «è tempo di riconoscere che i mercati non si governano da soli», e che per questo ci vuole anche solidarietà vaccinale perché «non possiamo permettere alla legge del mercato di precedere la legge dell’amore e della salute per tutti». Francesco infine auspica che gli incontri di primavera del Fondo Monetario Internazionale portino «a discernere soluzioni sagge per un futuro più inclusivo e sostenibile», in cui «la finanza sia al servizio del bene comune, i vulnerabili e i marginalizzati sono al centro, e in cui c’è cura per la terra, la nostra casa comune».

Aci Stampa/red

8 Aprile 2021 | 15:15
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