La grande muraglia
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La grande muraglia

Padre Martini: un altro gesuita oltre la Grande muraglia

14.06.2018, 06:10 / redazionecatt

Una mostra dedicata all’opera cartografica del gesuita trentino p. Martino Martini (1614-1661) è stata inaugurata nella sede del Centro Cina-Italia a Hang Zhou, capoluogo della Provincia cinese di Zhe Jiang, per commemorare il 375° anniversario dell’arrivo del grande missionario in quella città.

Martino Martini, in cinese Wei Kuang Guo, storico, geografo, cartografo, ma soprattutto missionario gesuita, è universalmente riconosciuto e apprezzato come pioniere dello scambio culturale tra Cina e Italia, tra la cultura cinese e quella occidentale.

Martino Martini nacque il 20 settembre 1614 a Trento, da una famiglia di mercanti. Nel 1632 si trasferì a Roma e il 7 ottobre, nella chiesa di Sant’Andrea al Quirinale, entrò nella Compagnia di Gesù. Il 22 luglio 1638, ricevette il mandato di partire per la Cina. Partì insieme altri confratelli il 19 dicembre 1641, sbarcando a Macao il 4 agosto 1642. Nei primi mesi del 1643 entrò in Cina insieme p. Giulio Aleni, viceprovinciale dei gesuiti. Dopo un anno di sosta a Nanchino, raggiunse la città di Hang Zhou.

La missione oltre la Grande Muraglia

Negli anni della sua missione in Cina visitò diverse città, raggiungendo anche Pechino, capitale dell’Impero, e la Grande Muraglia. Mori a Hang Zhou il 6 giugno 1661 all’età di 47 anni. I suoi viaggi missionari gli consentirono anche di raccogliere informazioni scientifiche, specialmente riguardo alla geografia dell’Impero cinese. Grazie alla sua preparazione linguistica e culturale, analoga a quella dei suoi confratelli  – da  Matteo Ricci, a Michele Ruggieri, a Giulio Aleni – , p. Martini fu il primo compilatore di una grammatica cinese in stile occidentale, e il primo geografo europeo a redarre opere geografiche e cartografiche (la più nota della quali, intitolata Novus Atlas Sinensis, risale al 1655) basandosi sulla conoscenza del territorio della Cina. Anche la sua familiarità con le  modalità espressive tipiche del Barocco ne hanno fatto un promotore apprezzato e originale del dialogo tre la cultura europea e quella cinese.

(agenzia fides/red)

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