Diocesi

Organisti e maestri di coro ticinesi: domani un incontro

Si svolgerà sabato al Centro San Giuseppe di Lugano, a partire dalle 9.30, l’incontro, dopo molto tempo, di formazione per maestri e organisti di coro organizzato dal Centro Liturgia Pastorale della Diocesi di Lugano. Per l’occasione abbiamo intervistato Alessandro Passuello, docente di solfeggio, coro preparatorio e organo alla Scuola di Musica del Conservatorio della Svizzera Italiana. È attivo come direttore della Corale Juventus della Collegiata di Bellinzona e organista nella Chiesa di San Francesco a Locarno.

«Il punto di riferimento per la musica liturgica oggi è senz’altro l’insegnamento del Concilio Vaticano II, che ha riportato l’attenzione sulla bellezza e sul ruolo della musica liturgica. Esso ha sottolineato che la musica serve a «condecorare» la celebrazione, cioè a partecipare attivamente all’azione liturgica contribuendo allo stesso tempo al suo decoro. Da quegli anni in poi si è anche cominciato a parlare maggiormente della partecipazione dell’assemblea con il canto durante la Santa Messa. Cantando, l’assemblea si fa parte attiva e integrante della celebrazione. Questa è diventata una dimensione di fondamentale importanza«.

«Si può quindi fare una distinzione fondamentale: da una parte abbiamo la musica nella Messa, che può essere affidata anche solamente al coro o a uno strumento musicale, dall’altra la musica della Messa, in cui l’assemblea è assolutamente coinvolta; si tratta, per capirci, del canto d’ingresso, del Proprio della Messa, del Salmo responsoriale, dell’Acclamazione al Vangelo. Tra queste parti non c’è conflitto, perché il direttore di coro o l’organista hanno sempre, per loro formazione, una sensibilità per la celebrazione che si sta compiendo e sono spinti a ricercare la conformità con essa. Non si suona in chiesa durante una celebrazione per fare un concerto, non è questo il senso«.

Ma come avviene la formazione di un maestro di coro o di un organista?

«Esistono realtà come Universa Laus (gruppo di studio internazionale costituito proprio a Lugano nel 1966 da liturgisti e musicologi) o in Italia il Corso di Perfezionamento Liturgico Musicale (Coperlim) voluto espressamente dalla CEI; ad essi si aggiungono le diverse Scuole Diocesane di Musica Sacra. Queste realtà propongono un chiaro percorso di formazione, che aiuta il musicista ad acquisire delle competenze in ambito liturgico. A livello ticinese, ci sono degli incontri organizzativi, soprattutto per coordinare la partecipazione delle corali alla Messa della domenica trasmessa in radio. Sono incontri che cercano di sensibilizzare organisti e direttori soprattutto sulla scelta del repertorio».

Per 10 anni, in Italia, hai anche diretto un coro di voci bianche…  

«Sì, a Milano (Assago) avevo l’incarico di preparare e dirigere un coro parrocchiale di voci bianche, che ogni domenica alla Messa contava sulla partecipazione di circa 50 elementi tra i 7 e i 12 anni. Lavorare con i bambini è molto interessante. Bisogna mettersi un po’ alla loro scuola, scegliendo un repertorio adatto: anche i bambini devono poter partecipare alla celebrazione con il canto. Per avvicinare i più piccoli e i giovani a questo particolare tipo di musica, è fondamentale anche un chiaro lavoro a livello di pastorale giovanile, evitando che tutto si riduca ad un approccio personalistico. La musica liturgica deve piacere non perché c’è una figura di riferimento particolarmente carismatica che guida il gruppo, ad esempio un direttore di coro, ma perché ha una dimensione celebrativa: la musica serve per pregare, anche nel caso dei ragazzi».

Al centro dell’incontro di sabato, vi sarà la relazione del Vicario generale nonché liturgista, mons. Nicola Zanini e al termine verrà consegnato un attestato di partecipazione. Per informazioni, liturgia@catt.ch oppure telefonando allo 091/225.41.10.

(red)

19 Ottobre 2018 | 06:00
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