Yohanna Ibrahim e Paul Yazigi (foto cath.ch)
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Yohanna Ibrahim e Paul Yazigi (foto cath.ch)

Oltre a padre Dall'Oglio anche il vescovo siro ortodosso Ibrahim sarebbe vivo in Siria

11.03.2019, 06:23 / redazionecatt

Non solo padre Dall’Oglio, il gesuita rapito in Siria nel 2013 che secondo alcune fonti sarebbe vivo nelle mani dell’Isis, ma anche il vescovo siro ortodosso di Aleppo, Mar Gregorios Yohanna Ibrahim sarebbe tenuto prigioniero dai miliziani Jihadisti dello Stato Islamico assediati nell’area di Baghuz nella Siria orientale. A riferire della sorte di questo vescovo è il sacerdote siro ortodosso Samuel Gümüs, impegnato nella cura pastorale delle comunità siro ortodosse presenti in Germania. Secondo padre Samuel sarebbero in corso non meglio precisati “negoziati” per la sua liberazione. Le dichiarazioni di padre Samuel vengono riportate dal giornale libanese al-Akhbar, vicino al Partito sciita Hezbollah, testata giornalistica che alcuni giorni fa aveva citato anche fonti curde secondo cui tra gli ostaggi dei miliziani dello Stato Islamico (Daesh) in quell’ultima sacca di territorio controllata dai jihadisti ci sarebbe anche il gesuita romano padre Paolo Dall’Oglio.
Padre Samuel Gümüs, nelle dichiarazioni riportate da al-Akhbar, fa riferimento a “negoziati attualmente condotti dalle forze democratiche della Siria e dalle forze della coalizione alleata” per favorire anche la liberazione di Mar Gregorios. La stessa testata libanese riferisce che la veridicità delle informazioni diffuse è difficile da accertare, anche per l’assenza di dichiarazioni ufficiali delle forze militari operanti nell’area.

Chi è questo vescovo siro ortodosso che visitò anche il Ticino, alcuni anni fa?
Mar Gregorios Yohanna Ibrahim è scomparso il 22 aprile 2013 insieme al Metropolita greco ortodosso di Aleppo Boulos al-Yazigi (del quale non si fa cenno nelle dichiarazioni attribuite a padre Gümüs) nell’area compresa tra la metropoli siriana e il confine con la Turchia. Da allora, nessun gruppo operante nello scenario del conflitto siriano ha rivendicato ufficialmente il sequestro dei due Vescovi Metropoliti. Nell’agosto 2017, in un discorso diffuso dalla tv libanesi, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva riferito di aver chiesto notizie sulla sorte dei due Arcivescovi durante una fase di trattative svolte con alcuni emissari di Daesh, i quali, a detta di Nasrallah, a quel tempo avevano negato di avere informazioni utili riguardo alla loro sparizione e agli eventuali responsabili del loro prolungato sequestro.

fonte: fides/agenzie/red

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