Internazionale

Oim, mille migranti morti in 4 mesi. Msf: basta veleno su ong

Oltre mille migranti sono morti nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno. E’ quanto rileva l’Organizzazione internazionale delle migrazioni che oggi, a Ginevra, ha reso noto i dati. Dal 1° gennaio al 23 aprile sono entrate, via mare, in Europa oltre 43 mila persone, l’80% delle quali in Italia, il resto diviso tra Spagna e Grecia. Intanto prosegue aspra la polemica sul ruolo delle organizzazioni non governative nel soccorso ai migranti che attraversano il Mediterraneo. L’attacco alle Ong è arrivato da più parti: dalla politica, per voce soprattutto del Movimento 5 stelle, dalla magistratura, con le dichiarazioni del procuratore di Catania Zuccaro, e da parte dell’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, Frontex, che ancora oggi ha ribadito come i trafficanti sfruttino l’obbligo di salvare le vite. Immediata la reazione dell’organizzazione Medici senza frontiere, che valuterà se intervenire a tutela della propria azione. Francesca Sabatinelli ha intervistato Gabriele Eminente, direttore generale di Msf Italia:

R. – Pensiamo, come Medici senza frontiere, che sarebbe molto importante non continuare a polemizzare in maniera del tutto speculativa sulle conseguenze di un fenomeno, sarebbe invece molto importante concentrare lo sguardo sulle cause di quel fenomeno, ovvero sul perché centinaia di migliaia di persone continuano a rischiare la propria vita nel tratto di mare tra la Libia e l’Italia.

D. – Quello che ha sottolineato di nuovo Frontex è che i trafficanti sfruttano l’obbligo internazionale di prestare soccorso, l’obbligo internazionale di salvataggio …

R. – L’obbligo internazionale, per l’appunto, è una norma internazionale, è una legge, se noi non lo facessimo, tradiremmo la nostra stessa natura, ma ci sarebbe proprio un problema di omissione di soccorso. E’ abbastanza risibile che Frontex faccia queste osservazioni, ma non ci sorprende affatto, sono osservazioni molto simili a quelle che fece, oltre due anni fa, nei confronti di Mare Nostrum, e che portarono poi alla chiusura di quell’operazione. Non dimentichiamo che le Organizzazioni non governative sono in mare perché chi dovrebbe esserci non c’è, o comunque non con assetti sufficienti. Dovrebbero essere le istituzioni europee, tra cui quelle italiane, a essere in mare. Invece, l’impegno di oggi è del tutto insufficiente. Quella di cui stiamo parlando è una situazione veramente disperata di tantissime persone che comunque correrebbero qualunque tipo di rischio per fuggire dai loro Paesi di provenienza, e per fuggire da quell’inferno totale che è la Libia. Quindi, ecco, continuo a dire, mi sembra veramente che l’attenzione dovrebbe essere rivolta a tutt’altro.

D. – Da una parte, alcuni esponenti politici, i Cinque Stelle, che lanciano accuse; dall’altra parte, un pezzo di magistratura, penso al procuratore di Catania, Zuccaro, dal quale sono partite determinate ipotesi e poi anche Frontex: perché attaccati su tre fronti?

R. – Per quanto riguarda i politici, temo che sia l’ennesima occasione, per loro, di un posizionamento probabilmente in una logica pre-elettorale, che è una cosa che ci riguarda pochissimo. Ci sembra una manovra molto cinica, quindi non credo che ci sia molto di più da dire. Per quanto riguarda Frontex, l’abbiamo già detto: è lo stesso tipo di logica che ha portato alla chiusura di Mare Nostrum due anni fa. Per quanto riguarda, infine, l’attività della procura di Catania, noi apprendiamo giorno dopo giorno dai giornali, non abbiamo alcun tipo di informazione in più. Ovviamente rispettiamo il lavoro di qualunque magistratura, compresa quella italiana, saremo immediatamente disponibili qualora fossimo chiamati a dare delle informazioni, a testimoniare, quello che prevede la legge. Ma, in questo momento, ciò a cui assistiamo, in realtà, più che altro, è un distillare giorno dopo giorno notizie nei giornali e non comprendiamo la logica di tutto questo. Noi siamo un’organizzazione indipendente, privata, interamente finanziata dalla generosità di privati cittadini che donano alle nostre operazioni quello che possono. E quindi, per noi, la trasparenza, la correttezza di tutte le nostre azioni, questo per noi è veramente un patrimonio fondamentale. Non possiamo accettare di essere citati in articoli di giornale, o in post di politici, in cui si mettono insieme ong, senza specificare di chi si stia parlando, e robe del tutto inaccettabili, come mafia capitale, cose che non c’entrano proprio nulla con noi: questo è veramente inaccettabile! Quindi siamo molto attenti anche a vedere quello che si scrive, quello che si dice e a come lo si dice. La gestione delle operazioni di salvataggio è tutta coordinata in particolare dalla Guardia costiere italiana, dal centro di coordinamento che è a Roma. Tutto quello che noi facciamo, e che le organizzazioni non governative fanno, lo si fa guidati da loro. Sono loro che ci dicono dove andare, di quali barche andare in soccorso, in quale porto portare le persone di cui siamo andati in soccorso. Quindi è veramente un’attività del tutto trasparente.

D. – Quali potrebbero essere le conseguenze dirette di questo clima che voi avete definito «velenoso»?

R. – Questa è la nostra preoccupazione più grande: temiamo che, nonostante tutte queste polemiche siano basate su ipocrisia e falsità, comunque qualche schizzo di fango lo lascino. Purtroppo lo notiamo dai commenti che abbiamo sui nostri canali social. A fronte di un salvataggio in mare, qualche mese fa, i commenti erano estremamente positivi, quasi tutti, oggi già non è più così. Questo è un indicatore veramente molto preoccupante del fatto che queste polemiche stanno lasciando un segno, ma nella direzione peggiore possibile.

(Da Radio Vaticana)

26 Aprile 2017 | 10:21
msf (3), oim (1), ong (4)
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