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Odore di paura e di speranza nel Mediterraneo

14.09.2017, 10:46 / redazionecatt

Volevano fare una cronaca di quello che succede nel Mediterraneo, durante un’estate in cui il dibattito internazionale sul tema delle migrazioni ha assunto toni particolarmente accesi. Ma per il giornalista Francesco Muratori e il regista Mauro Triani, trascorrere una settimana a bordo della nave Aquarius della ONG SOS Mediterranee è stata un’esperienza difficile da rielaborare con distacco giornalistico.

Per questo il loro reportage Pescatori di uomini – che sarà trasmesso all’interno di Strada Regina, sabato 16 settembre alle 18.35 – ha assunto in fase di postproduzione la forma del diario di viaggio, narrato in maniera intima, in prima persona. «Non sono andato su quella nave con uno spirito umanitario, bensì con la curiosità personale di capire cose stesse accadendo» ci ha spiegato Muratori «soprattutto partendo dal fatto che i media dipingono i migranti come un numero, dimenticando che dietro a queste cifre ci sono storie, persone, drammi». Dopo una fase preparatoria, la troupe ha potuto riprendere la parte “operativa” dei salvataggi, che si è concentrata in un solo giorno: «In 15 ore abbiamo raccolto 1.032 persone, di cui 60 minori tra gli 11 e i 16 anni non accompagnati: ci vorranno mesi perché riescano a rimettersi in contatto con i loro genitori» racconta Muratori. Che evidenzia anche come tutte e tre le operazioni siano state coordinate dalla Guardia Costiera di Roma («Hanno accusato le ONG di essere colluse con questi mercanti di uomini, ma non è così», sottolinea il giornalista). Da qui, l’impossibilità di rimanere testimoni inerti di quel dramma, e la collaborazione con i volontari e il personale di Medici Senza Frontiere a bordo: «C’erano momenti in cui ti sentivi in imbarazzo a riprendere, quando potevi lasciare la telecamera e dare una mano» spiega Triani. La collaborazione con gli altri operatori, provenienti da Italia, Francia e Germania, è venuta del tutto naturale, come ricorda Muratori: «Abbiamo fatto i turni di notte per controllare che tutto fosse in ordine, ho distribuito 1.032 sacchetti per tutta la giornata con i beni di prima necessità, c’erano condizioni fisiche e igieniche al limite».

Se rimane ancora difficile rielaborare razionalmente l’esperienza vissuta in quei sette giorni, le emozioni provate, invece, appaiono del tutto chiare. Per Muratori è indelebile il ricordo «dell’odore della paura a bordo: un odore forte di benzina mischiato al sudore e all’acqua di mare». Per Triani, quello della notte di guardia sul ponte, con 1.000 persone su una nave in grado di contenerne 600: «Dovevo fare attenzione a dove mettevo i piedi per non schiacciare le mani o la testa di qualcuno: quando mi sono trovato in mezzo a questo mare di persone sdraiate ho provato a proiettarmi al loro posto, e devo dire che questo è stato un momento decisivo della mia esperienza». Le testimonianze delle persone soccorse in mare sono state raccolte in un secondo momento, quando alla paura e alla diffidenza si è sostituito il desiderio di raccontare la propria storia. L’idea è quella di usare la telecamera per vincere il distacco dalla situazione dei migranti da parte dell’opinione pubblica: «Il problema dell’accoglienza e dell’integrazione è la punta dell’iceberg, e nessuno in Europa può dare una risposta politica, perché nessuno può smettere di fare accordi con Governi corrotti; gli avamposti in queste zone sono solo i frati, i sacerdoti, le missioni, dove si cerca di fare cultura, prevenzione, di dare istruzione. Ma sono solo loro, non c’è altra via per ora» conclude Muratori.

Anteprima pubblica il 14

Sarà possibile incontrare gli autori di Pescatori di uomini all’anteprima pubblica del documentario prevista per giovedì 14 settembre alle 20, al Centro La Torre di Losone. Alla proiezione seguiranno infatti le testimonianze e il dibattito con Muratori e Triani, con don Jean-Luc Farine, con Beatrice Brenni (volontaria del Centro di accoglienza di Chiasso) e con Antonio Simona (ex direttore del Centro di registrazione e procedura di Chiasso). L’ingresso è libero. Per informazioni: scrivere all’indirizzo redazionecatt[at]gmail[dot]com.

Francesca Monti, Giornale del Popolo

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