Giovani

Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.

«Siamo ancora capaci di stupirci?» è l’interrogativo che il Vescovo Valerio ha posto a noi giovani nel discorso di apertura alla GMG Diocesana che si è tenuta sabato 13 aprile nella Chiesa di San Nicolao a Besso. Lo stupore e la meraviglia sono stati al centro della riflessione che il Vescovo ha rivolto ai giovani e che ha subito ricordato il motivo del nostro ritrovo: «siamo qui per riflettere, per ascoltare e per risvegliare la nostra capacità di meraviglia».

Infatti, come ha sottolineato il Vescovo Valerio, si tratta di realtà che sono fondamentali per vivere al meglio gli eventi della Settimana Santa. Perciò, sabato sera, siamo stati invitati a compiere un viaggio, non con il corpo bensì con il cuore, un movimento del cuore che il Vescovo Valerio ha definito «cardio fitness» essendo un allenamento che fa bene al cuore il quale, tramite luci, musica e parole, viene sollecitato e si metterà in cammino. Così si generano delle emozioni che, come ha ricordato il Vescovo, vengono a bussare al nostro cuore e chiedono di prendere delle decisioni affinché, una volta accese, non muoiano e arrivando alla radice del nostro cuore tocchino «la capacità di decidere la nostra vita con il nostro cuore».
Le emozioni non hanno solamente sollecitato i nostri cuori ma di sicuro anche quelli di coloro che 2000 anni fa erano presenti agli ultimi attimi della vita di Gesù, all’evento della sua Passione, Morte e Risurrezione. Un evento che non è frutto di immaginazione umana ma è un avvenimento reale e sconcertante, di una fortezza straordinaria. Il Vescovo Valerio ha ricordato come deve essere stato terribile vedere «Gesù di Nazareth che è passato in mezzo alla gente a fare del bene a tutti, soprattutto ai piccoli, ai giovani, ai poveri e agli emarginati del suo tempo, arrestato, flagellato, umiliato e messo in croce davanti a tutti». Tuttavia davanti al sepolcro vuoto tutto cambia e rimane la meraviglia che, ha spiegato il Vescovo, è il punto di partenza della nostra fede cristiana che passa dallo smarrimento allo stupore, «ad una luce travolgente che si fa strada nel cuore». L’annuncio del cristiano è quindi frutto di una emozione forte davanti a un fatto concreto, un’innovazione che ha fatto il suo viaggio nel cuore umano ed è questo il motivo per cui l’evangelista Luca parla della croce come di uno spettacolo (Lc 23,48).
Dall’emozione vissuta 2000 anni fa, il Vescovo ritorna all’emozione che si sarebbe vissuta nel corso dello spettacolo di sabato sera, un’emozione che sarebbe entrata dai nostri sensi per arrivare alla porta del nostro cuore, suscitando lo stupore che spinge a mettersi in cammino. La capacità di meravigliarsi è quindi di fondamentale importanza in quanto è proprio anche tramite essa che Dio ci coinvolge.
Il Vescovo Valerio ha poi invitato noi giovani a vivere questo momento come un preludio alla Pasqua e ha concluso la sua riflessione ricordando che è importante che nessuna emozione venga sprecata perché ciascuna porta verso Colui che è la fonte di tutte le emozioni e che è sul punto di entrare nella nostra vita per inaugurare con ciascuno di noi una straordinaria storia di amicizia e bellezza.
Dopo il discorso del Vescovo ci siamo messi in ascolto e visione del concerto-racconto che ha interpretato il testo «il piccolo principe» di Antoine de Saint-Exupéry proposto dal Piccolo Coro di Pico&Friends di Monte Carasso. Siamo stati condotti per mano dal Piccolo Coro Pico&Friends per un viaggio che ci ha permesso di entrare nel mondo del piccolo principe, contemplando le stelle e ascoltando estratti scelti dal racconto alternati a diversi canti. A generare un senso di meraviglia è stato il passo proposto dell’incontro del piccolo principe con la volpe, un incontro che il piccolo principe fa in un momento di tristezza e sconforto ma che risveglia anche in lui la meraviglia. Di particolare profondità è il dialogo che si sviluppa tra la volpe e il piccolo principe riguardante il significato di due realtà: l’addomesticare e il rito. Alla domanda del piccolo principe circa il significato della parola addomesticare la volpe così risponde «E» una cosa da molto dimenticata. Vuol dire «creare dei legami» (…) Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro» per te unica al mondo». Poco dopo la volpe ricorda al piccolo principe l’importanza che hanno i riti per preparare il cuore e gli spiega cosa esso sia «E» quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore».
Su queste due realtà spiegate dalla volpe al piccolo principe è ritornato anche il Vescovo Valerio, una volta concluso questo bel viaggio propostoci dal Piccolo Coro Pico&Friends di Monte Carasso, nel suo saluto finale. Ci ha ricordato che c’è anche Qualcuno che vuole addomesticare il nostro cuore per darci la possibilità di approfondire il legame con Lui. Il Vescovo ha poi sottolineato l’importanza dei riti che permettono di accostarci agli eventi che presto vivremo nel corso della settimana. L’evento di sabato sera era quindi, un’introduzione, una specie di allenamento per renderci conto di quello che possiamo vedere, non solo con gli occhi, ma anche e soprattutto con il cuore che vede quanto rimane invisibile agli occhi. Il Vescovo Valerio ha poi concluso con un augurio per questa settimana ossia di «vivere intensamente questi giorni perché possiamo portare dentro di noi la luce della stella brillata nel cielo e che ora brilla nel nostro cuore; stella che cambia anche la morte in vita che non ha mai fine».
Nonostante già in questo momento le emozioni che la serata aveva suscitato erano tante, essa non era ancora giunta al termine ed è proseguita nel salone sotto la chiesa per un momento di festa e di ricordo e testimonianza della GMG appena vissuta a Panama. Tramite la proiezione di un video e una testimonianza verso fine serata abbiamo potuto rivivere l’esperienza, anche essa ricca di emozioni, passata alla GMG a Panama ma con un occhio già rivolto a Lisbona, dove nel 2022 avrà luogo la prossima GMG.
Al termine di questa serata, ognuno di noi ha ricevuto un segnalibro su cui è stampata una frase tratta dal racconto del piccolo principe: «Non si vede bene che col cuore. L’essenziale e» invisibile agli occhi». Una frase, questa, che, crea un legame con la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni di quest’anno avente come motto «Come se vedessero l’invisibile» e che, come ha fatto il piccolo principe, dovremmo ripetere anche noi per non dimenticarla.

La GMG Diocesana di sabato 13 aprile 2019 in immagini 

16 Aprile 2019 | 12:00
Condividere questo articolo!