Diocesi

Natale con il Vescovo Valerio

Mettiamoci in cammino nella notte di speranza e di luce

Eucaristia della notte di Natale in cattedrale. «Lasciamoci inondare dalla luce del Natale»: così il Vescovo ha aperto la celebrazione in una cattedrale gremita di fedeli, sottolineando che «la luce si è accesa nella notte». Con il Vescovo hanno concelebrato Mons. Nicola Zanini, Mons. Claudio Mottini, Mons. Gianni Sala, Mons. Ernesto Volonté, Don Aldo Aliverti e Don Emanuele Di Marco. Ha partecipato per il canto il Gruppo coristi della Cattedrale diretto da Giovanni Conti.

All’omelia Mons. Lazzeri ha precisato che «all’origine dell’atmosfera natalizia, per noi cristiani, non c’è una favola, una magia, una soffusa e impalpabile immaginazione», ma «c’è un fatto concreto, circoscritto, singolare: è nato Gesù di Nazaret, Colui che da subito si è fatto conoscere come figlio di Maria e di Giuseppe». Ne consegue forte «il grido della fede: è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini».

Il Natale allora «non sarà mai un prodotto da comperare, da commercializzare, da consumare individualmente. E’ un dono da accogliere, ritrovando il piacere e il gusto di essere popolo in cammino, il senso di una coralità umana, fondata in Dio e radicata in ciascuno di noi». E’ «un evento sempre nuovo», da cogliere nella consapevolezza che quel Bambino deve trasformare la nostra vita e la nostra storia, vivendo la forte esperienza che «Dio ci viene sempre incontro». Viene «di sua iniziativa»; viene «per una sua misteriosa esigenza interna di donarsi a noi personalmente, gratuitamente, liberamente e per amore»; viene «per vincere definitivamente, con la sua reale e corporea presenza, ogni senso di oppressione, di isolamento, di esclusione e di emarginazione, percepito dal cuore umano».

Il Natale diviene così un evento tanto meraviglioso, quanto grande; è sorgente di immensa speranza e di fortificante fiducia, perché «l’Eterno entra nel tempo, il nostro Creatore si fa uno di noi, perché ciascuno di noi possa diventare come Lui». Come i pastori siamo allora chiamati a metterci in cammino. Infatti «per loro come per noi, il segno è dato: è un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia», sicuri che «tenendo lo sguardo fisso su di lui non sarà mai possibile sbagliare strada». Vissuto nella sua autentica verità, il Natale spezza il nostro buio e ci apre alla luce, mentre prendiamo coscienza che quel Bambino «riaccende costantemente il fuoco dell’amore, che non siamo in grado di inventare, ma che possiamo ricevere e diffondere», cambiando la storia, rinnovando i cuori, dando senso di pienezza alla vita. Significativo l’intenso momento di silenzio durante la recita del Credo, quando si è proclamato: «per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo». Istante di riflessione, preghiera e gratitudine, anche per sottolineare l’attualità, l’oggi dell’evento, come si recita nell’antifona dei Vespri di Natale: «Hodie Christus natus est».

Al momento del congedo il Vescovo ha espresso l’augurio che il Bambino di Betlemme «illumini profondamente i nostri cuori di gioia e speranza, rendendo preziosa e benedetta la nostra vita».

 

Essere sinceri testimoni del Natale

Il mattino il Vescovo Valerio è tornato in cattedrale per presiedere l’Eucaristia del giorno di Natale. Mons. Lazzeri ha aperto la celebrazione con una domanda: «Di che cosa ha bisogno un bambino appena nato?». Chiara la risposta: «del nostro calore, del nostro affetto, ma soprattutto che ci lasciamo trasformare dal suo sguardo». Per questo nel Natale «dobbiamo scoprirci figli di Dio e fratelli tra di noi». Con lui hanno concelebrato Mons. Nicola Zanini, Mons. Azzolino Chiappini, Mons. Ernesto Volonté, Don Aldo Aliverti e Don Emanuele di Marco. Hanno partecipato i cantori della Scuola Corale della Cattedrale diretti dal maestro Robert Michaels.

Come già nella notte, il suo messaggio è stato un chiaro invito a cogliere l’evento nella sua radicalità per un’esperienza veramente nuova e forte. Infatti «la memoria della prima venuta del Figlio di Dio nell’umiltà della nostra condizione umana prova ancora una volta, questa mattina, a scuoterci dal nostro torpore, dalle nostre abitudini mentali, dal nostro disincanto, dalla nostra tristezza e dalla nostra rassegnazione», sentendo che il Natale è sorgente limpida e cristallina, perché con la nascita di Gesù «possiamo umilmente, ma anche gioiosamente, riconoscerci vivi e sempre, in ogni momento della nostra vita terrena, incondizionatamente aperti a quanto Dio ci sta ancora raccontando attraverso l’umanità glorificata del suo Figlio», che «nasce in chiunque lo voglia accogliere nella fede».

A volte purtroppo, ha richiamato Mons. Lazzeri, «preferiamo usare il racconto cristiano per nutrire la nostra sensibilità emotiva e superficiale, piuttosto che per lasciarci convertire davvero». Ed ha aggiunto: «preferiamo l’addormentamento della coscienza più della parola vera che scuote». In questa prospettiva diviene necessario «un sussulto profondo», «occorre cambiare rotta da dentro» per non lasciare «passare invano la nuova occasione che il Signore ci offre», nella consapevolezza di «un fatto irreversibile e sicuro: a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». Allora, ha concluso il Vescovo, «adoriamoLo con stupore e gratitudine come la realtà che rimane sempre nuova», rinascendo «oggi, con la Luce vera che nasce» e diventandone «testimoni».

Al termine, prima della benedizione e del congedo, Mons. Lazzeri ha invitato a «trasmettere la buona notizia del Natale, con un annuncio di pace e di gioia, soprattutto ai malati e a coloro che sono provati dalle difficoltà». Ha espresso l’augurio che la «luce del Natale ci accompagni ogni giorno».

Gianni Ballabio

25 Dicembre 2018 | 14:45
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