Internazionale

Madagascar: una catastrofe dopo l'altra

La città portuale di Toamasina, sulla costa orientale del Madagascar, non è stata risparmiata dai flagelli. A metà marzo, i quartieri nelle aree più basse sono stati allagati a causa dell’uragano Herold. In molte case l’acqua arrivava alle ginocchia, e quando ha iniziato a ritirarsi, la gente è venuta a conoscenza della minaccia successiva: una minaccia globale che fa tremare anche i Paesi industrializzati.

Tutti i progetti di Sacrificio Quaresimale si trovano ad affrontare nuove e impegnative sfide. Ecco cosa ci ha riferito il 24 marzo, Jean Céléstin Heriniaina, responsabile del progetto che raggruppa circa 1500 gruppi di risparmio solidale, dalla città portuale di Toamasina: «Il primo caso di paziente affetto da Covid-19 si è verificato in Madagascar il 17 marzo. Le inondazioni e ora l’epidemia di coronavirus stanno sconvolgendo la nostra vita, molti reagiscono andando in panico. Gli abitanti di Toamasina cercano di fare scorta di riso, verdure e altri prodotti di prima necessità nonostante l’aumento dei prezzi: l’olio da cucina è già rincarato del 5%, un sacco di riso, che prima costava 90’000 Ariary (23 franchi), oggi si vende al doppio. Nel Bazary Kely, il mercato locale, e nei supermercati tutto è stato acquistato e dal 21 marzo gli scaffali sono vuoti. Anche le stazioni di servizio sono «a secco», non c’è benzina, né olio combustibile né gas. Ma per quanto basteranno le nostre riserve? Possiamo supporre che la situazione accrescerà la povertà fra la popolazione. Il Madagascar è uno dei paesi più poveri del mondo, circa l’80 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà con circa 2 dollari al giorno. Il 22 marzo il presidente malgascio ha dichiarato lo stato di emergenza e ha imposto un coprifuoco di 15 giorni alla capitale e a Toamasina. Nelle strade di Toamasina si percepisce il panico degli abitanti, anche se finora non è stato segnalato alcun contagio».

Sacrificio Quaresimale intende continuare a sostenere le sue organizzazioni partner nei 14 paesi nella stessa misura, in modo che non siano costrette a licenziare il personale e possano adattare il loro lavoro alle circostanze. In Madagascar, una parte del sostegno ai gruppi di risparmio solidale può essere fornita attraverso i telefoni cellulari. Sono ancora possibili prestiti senza interessi, o a tassi molto bassi, da parte dei gruppi. Dato che finora ci sono solo pochi pazienti affetti da Covid-19, c’è da sperare che il virus non si diffonda in modo epidemico; questo avrebbe conseguenze devastanti per una popolazione così povera.

Covid-19, una bomba a scoppio ritardato per il governo

Il giornalista Stefan Frey vive tra Olten e Diego Suarez nel nord del Madagascar. Qui ha fondato l’organizzazione Mad’éole, che fornisce ai villaggi la tecnologia eolica e altre energie rinnovabili. Nel suo articolo del 5 aprile, descrive in modo critico quanto il Madagascar sta facendo per affrontare il Covid-19.

«Il 1° aprile 2020, l’Osservatorio della vita pubblica del Madagascar (SeFaFi) ha pubblicato una valutazione del sistema sanitario malgascio e ha espresso seri dubbi sulla sua capacità di far fronte alla pandemia. Dieci giorni prima, il presidente Andry Rajoelina aveva annunciato ufficialmente in una pomposa apparizione televisiva che il coronavirus era arrivato sull’isola con voli dall’Europa tra l’11 e il 22 marzo. Le regioni intorno alla capitale Antananarivo e la città portuale di Toamasina sono in quarantena, lo spazio aereo è chiuso dal 22 marzo, così come i porti. Secondo il presidente, il 2 aprile il paese ha registrato 59 casi di Covid-19. Nessuno ci crede, ed è per questo che migliaia di persone stanno prendendo d’assalto i punti di distribuzione di derrate alimentari. Le immagini di questo massiccio afflusso si fanno beffe del presidente, il quale ora si rivolge alla popolazione a giorni alterni attraverso i media requisiti tramite le misure d’emergenza. Nel suo ultimo annuncio, SeFaFi fa riferimento a un fenomeno che è diventato una cultura: la corruzione. Anche nel sistema sanitario, l’abuso di potere, l’appropriazione indebita e la corruzione sono da tempo una minaccia esistenziale. Anni di disinvestimento nel settore sanitario hanno praticamente privato gli ospedali delle loro possibilità di offrire cure. Inoltre, nove persone su dieci della popolazione rurale non ne hanno accesso».

Stefan Frey commenta così i progetti di Sacrificio Quaresimale: «Vi sono molti progetti che sono organizzati e finanziati in modo puramente privato, fra questi quello di Sacrificio Quaresimale è particolarmente degno di nota. Permette l’auto-organizzazione di gruppi di solidarietà, i cui membri escono dalla spirale dell’indebitamento e si liberano dalle catene degli usurai. In questo modo, più di centomila persone hanno dato una svolta alla loro vita».

Il lavoro di Sacrificio Quaresimale in Madagascar

| © Sacrificio Quaresimale
21 Aprile 2020 | 18:30
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