Diocesi

Lugano: S. Messa con il Vescovo per le scuole S. Benedetto

Come l’anno scorso quando era partito dal «compleanno di Maria», anche venerdì il vescovo di Lugano è partito dalla festività liturgica per celebrare la S. Messa di inizio anno delle scuole della Fondazione San Benedetto. «L’esaltazione della Croce ci insegna che qualcosa di brutto e doloroso si trasforma in qualcosa di buono e di bello» ha spiegato Mons. Valerio Lazzeri, mostrando simpaticamente un’insegna di una farmacia: «Riconoscete questa immagine? La lettura di oggi (dal Libro dei Numeri) racconta di Dio che fa costruire un serpente di bronzo da mettere su un’asta così che gli ebrei, guardandolo, potessero essere risanati dai morsi mortali dei serpenti che funestavano il loro viaggio. Il veleno è mortale, ma usato in un certo modo può invece guarire». Così la Croce è simbolo di morte e passione, ma grazie a Gesù diviene strumento di salvezza.

«La scuola è un’avventura affascinate. Un’avventura non si vive da soli!»

Imparare a guardare le cose è la sfida che si ha anche a scuola, come hanno sottolineato il vescovo e il direttore della scuola media Parsifal Roberto Laffranchini, citando scritti di alcuni ragazzi di seconda che ringraziavano di essere alla Parsifal per gli amici e i professori che hanno incontrato e per tutto quello che stanno imparando.

Il progetto educativo

All’origine della Fondazione San Benedetto sta l’iniziativa di alcuni genitori che condividono un’esperienza di fede cristiana e che hanno a cuore l’educazione dei propri figli. Il progetto educativo delle scuole gestite dalla Fondazione San Benedetto si fonda sull’esperienza di genitori, insegnanti e allievi e sulla riflessione critica che si è sviluppata sul lavoro svolto a partire dal 1990, anno in cui è stata aperta la prima scuola. Punto di riferimento fondamentale per la comprensione della dinamica educativa nelle scuole della Fondazione è il libro di Luigi Giussani, Il rischio educativo (1995).

Il primato educativo della famiglia

La famiglia è il primo ambito in cui il bambino cresce: impara a scoprire la realtà e ad aderirvi. L’educazione compete perciò innanzitutto alla famiglia che è il primo luogo in cui un’esperienza e una concezione di vita si comunicano da una generazione all’altra. La scuola, distinta dalla famiglia e con la sua specificità educativa, vuole collaborare con la famiglia per favorire una crescita rispettosa dei bisogni della persona.

Una scuola aperta a tutti

Con la propria identità e la propria opera, le scuole della Fondazione contribuiscono allo sviluppo dell’intera società e all’inserimento in essa di persone mature, portatrici di cultura e di capacità costruttiva. Esse contribuiscono ad arricchire l’offerta educativa e scolastica nella convinzione che la libertà di educazione e il pluralismo scolastico siano principi fondamentali per lo sviluppo umano della singola persona e dell’intera società.

18 Settembre 2018 | 11:50
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