Ticino

L'OCST festeggia i suoi 100 anni guardando al futuro ma rafforzando le sue radici

Un centenario deve essere celebrato con la dovuta rilevanza e l’OCST non si è tirata indietro, anzi. Sono state almeno 300 le persone e le personalità accorse a Bellinzona questa mattina per ricordare questo anniversario speciale, che ha voluto sì fare il punto della storia dopo un secolo, dal 1919 ad oggi, con una brillante esposizione dello storico Alberto Gandolla, ma anche guardare avanti. I diversi oratori, fra cui mons. Vescovo Valerio Lazzeri, hanno sottolineato la necessità di salvaguardare ciò che lega il maggior sindacato ticinese alle sue radici, vale a dire la Dottrina Sociale della Chiesa, da Rerum Novarum ad Laudato sì.

Organizzazione – ha ricordato mons. Lazzeri – non rimanda, infatti, semplicemente a un meccanismo creato per la gestione di interessi particolari, di rapporti di forza e di potere, di vantaggi da assicurare agli uni piuttosto che agli altri. “Organizzazione” richiama piuttosto “organismo” e quindi realtà vivente, bisognosa di essere alimentata in maniera regolare e permanente, da dentro, da un nutrimento segreto, ma anche molto concreto e forte, per continuare a dare frutto”.

“Faccio ovviamente riferimento al primo dei tre aggettivi che vi qualificano, a quel “cristiano-sociale”, che deve restare come riferimento essenziale e permanente al grembo che vi ha generati. Non penso che sia possibile mantenerlo in maniera autentica mettendolo in una sorta di identità-cassaforte, dove si tengono le testimonianze del passato o le reliquie di famiglia. Si custodisce solo come un fermento che non si perde solo se ce ne lasciamo costantemente impregnare”.

“Mi auguro che il centenario Ve lo ricordi. Oggi non possiamo più dare niente per scontato. Anche l’affermazione dei principi più sacrosanti, dei valori apparentemente più acquisiti, delle dimensioni una volta evidenti dell’umano, hanno bisogno più che mai di essere ritrovati da ciascuno interiormente per essere poi pazientemente tradotti in un linguaggio comune”, ha concluso mons. Lazzeri.

Come detto poi da Meinrado Robbiani, già segretario cantonale OCST, da Anna Biondi, dell’Organizzazione internazionale del lavoro, da Renato Ricciardi, attuale segretario generale, il compito del sindacato diventa ancora più essenziale per salvaguardare la dignità della persona, nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, ormai incentrata sul digitale. Molte le sfide concrete: la perdita di posti di lavoro, e di lavoro dignitoso, il predominio della speculazione finanziaria sull’economia reale, l’individualismo crescente, la perdita di privacy e autonomia nella gestione del tempo nelle famiglie. Occorre più politica e più sociale, per evitare che il lavoro sia solo merce, che le persone siano colonizzati da tecnicismo al servizio di pochi. L’OCST c’è e resterà al servizio della persona, come da ben 100 anni!

L’approfondimento di catt e catholica

(red)

11 Maggio 2019 | 18:51
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