Ticino

Locarno Film Festival. Domani la celebrazione ecumenica

Un momento di spiritualità molto apprezzato: torna anche domani, domenica 11 agosto, per il 30esimo anno consecutivo, la celebrazione ecumenica nell’ambito del Locarno Film Festival, un incontro di preghiera, di musica e di riflessione destinato in primis ai festivalieri ma aperto a tutti. L’appuntamento è per le ore 11.15 nella chiesa di S. Maria Assunta (la cosiddetta «chiesa nuova»), in via Cittadella a Locarno.

La organizza la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane nel Canton Ticino, in collaborazione con la parrocchia cattolica, la Chiesa evangelica riformata di Locarno e dintorni e gli organismi preposti al cinema delle Chiese cattolica ed evangelica in Svizzera.

Proposta dall’allora Commissione ecumenica di dialogo del Canton Ticino e accolta con grande interesse dall’indimenticato presidente del Festival Raimondo Rezzonico, la celebrazione si svolse per la prima volta la domenica 5 agosto 1990 nella chiesa parrocchiale di Muralto, alla presenza del presidente della Confederazione Arnold Koller. Per diversi anni, la partecipazione di un consigliere federale a questo culto è stata una costante: ricordiamo in particolare quelle di Ruth Dreifuss, la quale, durante tutto il periodo che l’ha vista in governo (dal 1993 al 2002), non è mai mancata una volta a questo appuntamento, e di Flavio Cotti. L’8 agosto 1999, in occasione del suo decimo anniversario, la celebrazione venne trasmessa in diretta dall’allora TSI dalla Sopracenerina.

La giuria ecumenica

All’incontro ecumenico di domani, che come di consueto, dato il suo carattere internazionale, si svolgerà in diverse lingue, saranno rappresentate le Chiese cattolica cristiana, cattolica romana, copta, evangelica riformata, ortodossa e siro-ortodossa. Predicherà la pastora Brigitte Affolter, co-presidente di Interfilm Svizzera. Sarà anche l’occasione per presentare la giuria ecumenica (presente al Festival di Locarno dal 1973), formata quest’anno da Thomas Kroll (Germania, presidente), Tomas Axelson (Svezia), Mariola Marczak (Polonia) e Gabriella Racsok (Ungheria). La giuria ecumenica viene nominata congiuntamente da Signis, l’associazione cattolica mondiale per la comunicazione, e da Interfilm, l’organismo inter-ecclesiale internazionale per il cinema. Assegna un premio di 20 mila franchi (messo a disposizione dalle Chiese cattolica romana ed evangelica riformata svizzere) a quei registi che, con il loro talento artistico, riescono a far risaltare nelle loro opere valori religiosi, umani e sociali, con particolare attenzione a temi come la giustizia, la pace, il rispetto dell’altro e le dimensioni spirituali. Al film premiato è garantita la distribuzione in Svizzera. Lo scorso anno il premio della giuria ecumenica è andato al film «Sibel» di Guillaume Giovanetti e Çagla Zencirci.

Gino Driussi

10 Agosto 2019 | 14:20
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