Vaticano

L'istituto Giovanni Paolo II: famiglia al centro di Chiesa e società

Mostrare ancora di più “la centralità della famiglia nella chiesa e nella società” confermando e rilanciando “con vigore nuovo l’intuizione originaria e ancora feconda di san Giovanni Paolo II”: questo è il senso del rinnovamento del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e Famiglia, come spiega un comunicato dell’istituto in seguito alle polemiche di questi giorni che hanno parlato di epurazioni di docenti, volontà di rompere con l’eredità di Papa Wojtyla e di cancellare dai piani di studio la teologia morale.

Nessuna epurazione: informazioni distorte e faziose
Niente di tutto questo, nessun attacco alla famiglia e al matrimonio e nessuna epurazione in seguito all’approvazione degli Statuti e del nuovo Ordinamento degli Studi dell’Istituto. Il comunicato denuncia una informazione “distorta, faziosa, talvolta in mala fede, che spesso non ha mai neanche cercato una verifica delle notizie alla fonte”. Si ringraziano, invece, “tutti quei giornalisti che, anche con legittime posizioni critiche verso alcune scelte, hanno voluto raccontare con onestà i cambiamenti in atto”.

Rafforzamento dell’assetto teologico
“L’approvazione del doppio titolo di studi (Licenza e Dottorato in Teologia del matrimonio e della famiglia e in Scienze del matrimonio e della famiglia) – si legge nella precisazione – assicura un guadagno alla specificità della ricerca teologica che viene al contempo esplicitata e connessa con il resto delle scienze che studiano il matrimonio e la famiglia”. “All’interno di questo rafforzamento dell’assetto teologico, la riflessione morale trova nuova e più specifica collocazione, che si declina nel duplice insegnamento di Morale del matrimonio e della famiglia e di Etica teologica della vita. Viene meno invece l’insegnamento di Morale Fondamentale, già previsto nel piano di studi teologici del primo ciclo, senza il quale non si può accedere alla licenza in Teologia (art. 3 degli Statuti)”. In questo senso – spiega il comunicato – il progetto accademico del nuovo Istituto, approvato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, si configura come “un allargamento della riflessione sulla famiglia e non come una sostituzione di temi e argomenti”.

Nessuna soppressione della Cattedra Karol Wojtyla
L’Istituto respinge con forza altre accuse: “Sono destituite di ogni fondamento le voci che vedono la soppressione della Cattedra Karol Wojtyla e l’allontanamento del suo direttore, l’ottantacinquenne prof. Grygiel. Altrettanto destituita di fondamento è la notizia di una lettera di 150 studenti che si lamentano delle novità. A oggi, alle autorità accademiche risulta giunta una sola lettera da parte dei rappresentanti degli studenti del corso di licenza e di master in cui chiedono spiegazioni circa le novità in atto. A differenza di quanto divulgato, tutti gli studenti sono stati prontamente informati delle novità e rassicurati, a norma dell’art. 89 dello statuto, circa la validità triennale dei vecchi programmi di studio. A tutti sarà data la possibilità di scegliere tra vecchi e nuovi ordinamenti e il tempo per redigere eventuali nuovi piani di studi”.

Nessun accentramento di potere nelle mani del gran cancelliere
“Gli Statuti approvati – sottolinea inoltre il comunicato – regolano con precisione i ruoli delle diverse autorità accademiche, a partire dal Gran Cancelliere cui sono affidati precise incombenze, secondo quanto indicato da Veritatis Gaudium. Risulta dunque falsa la notizia relativa a un accentramento di potere nelle mani di quest’ultimo. Ad esempio, a differenza di quanto accadeva in passato, la nomina dei nuovi docenti stabili dovrà avvenire mediante un concorso pubblico (cfr art. 24)”.

Precisazione su padre Noriega e mons. Melina
Segue una precisazione su due docenti, padre Noriega e mons. Melina: “La cessazione del vecchio istituto e l’attivazione del nuovo ha comportato, a norma dell’art. 90 degli Statuti, la nomina ex novo di tutti i docenti (in via eccezionale e solo per questo primo passaggio a cura del Gran Cancelliere e del Preside, in quanto non ancora operante il consiglio di Istituto) e, nei prossimi mesi, delle cariche accademiche. In tale occasione si è dovuto prendere atto dell’impossibilità del prof. Noriega a occupare il ruolo di docente stabile in quanto superiore Generale di un ordine religioso, (ai sensi del can. 152 CJC, dell’art. 29 della Veritatis Gaudium, recepiti dall’articolo 31 degli Statuti). Non è stato inserito tra i docenti stabili del nuovo istituto il prof. Melina poiché non è più presente la cattedra di teologia morale fondamentale da lui occupata fino a oggi. Naturalmente, per entrambi saranno assicurati tutti i diritti acquisiti”.

Nessun licenziamento di dipendenti amministrativi
Il comunicato osserva anche che, “in base a un criterio di coerenza ed economia”, grazie ad alcune sinergie con la Pontificia Università Lateranense, sono stati ridotti il numero dei corsi complementari e dei seminari: “Questo ha determinato il mancato rinnovo, per quest’anno, di alcune collaborazioni con docenti incaricati. A tutti loro è stata comunicata l’ipotesi di riprendere la collaborazione per gli anni futuri, grazie a una programmazione ciclica di alcuni insegnamenti complementari”. E si aggiunge: “È assolutamente falsa la notizia relativa al licenziamento di alcun dipendente amministrativo dell’Istituto. Tutti continuano il loro servizio, particolarmente gravoso in questo tempo di cambiamento. A loro va la gratitudine per tutto il lavoro svolto in queste settimane”.

(Vatican News)

30 Luglio 2019 | 18:05
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