Ticino

Le 80 confraternite ticinesi: intervista al neo Priore Natale Cremonini

Da quest’anno Natale Cremonini è neo Priore dell’Unione delle confraternite della Diocesi di Lugano (UCDL). La carica di priore generale è passata, dopo dodici anni, da Fernando Graziano Ferrari, di Ludiano, a Cremonini, di Stabio, già vice-priore generale. «Le confraternite – ci racconta Cremonini – si nutrono dello spirito primitivo del cristianesimo: pensiamo alle prime comunità cristiane e alle cosiddette «fratellanze», nate dalle prime missioni apostoliche. Poi, lungo i secoli, si sono evolute a seconda dei bisogni spirituali e materiali del tempo». In Ticino, lungo la storia, sono state quasi 1200 le confraternite di cui si è avuta notizia, mentre attualmente sono circa 80, di cui circa la metà affiliata all’UCDL. Si occupano di pregare per i bisogni dettati dalla loro appartenenza, poi di presenziare in abito confraternale alle processioni votive, alle feste patronali e del Corpus Domini. Molte hanno un patrimonio storico, e curano le loro insegne, o, per chi possiede un oratorio, si dedicano al suo buon funzionamento. Natale Cremonini, come priore, dirige il Consiglio Direttivo dell’Unione delle Confraternite, composto da otto membri e due assistenti spirituali, Don Fabio Minini per il Sottoceneri e Don Mattia Scascighini per il Sopraceneri, e si riunisce di regola una volta al mese. Il Consiglio indice l’assemblea annuale, mantiene i contatti con le diverse confraternite affiliate, organizza le serate di formazione, il ritiro spirituale una volta all’anno e redige il periodico «Il Confratello», una rivista trimestrale. Quanto alla loro struttura, prosegue nel suo racconto Cremonini, «le singole confraternite di solito sono dirette da un priore, un vice priore o vicario, un segretario o cancelliere, un cassiere detto «caneparo» e dai membri di comitato, nominati dall’assemblea. Ogni confraternita è tenuta a convocare almeno un’assemblea annuale». Il compito delle Confraternite, oggi come ieri, conclude il priore, è quello «nei limiti delle loro forze, di essere fedeli interpreti del magistero della Chiesa e del Papa e di mostrare la bellezza della vita in Cristo».

Laura Quadri

Biasca, Chiesa San Carlo, mons. Delpini e mons. Lazzeri con la confraternita
2 Novembre 2019 | 13:56
Condividere questo articolo!