Ticino e Grigionitaliano

L'amore tenero di Maria, che intercede per la pace nel mondo

Il primo gennaio, solennità della Madre di Dio, coincide anche con la Giornata della pace e forse non è un caso: Maria e la pace sono collegate. Nel Concilio Vaticano II (LG 62) la Vergine Maria è chiamata e invocata con i titoli di «avvocata, ausiliatrice, soccorritrice e mediatrice» (pur essendo Cristo l’unico vero mediatore fra noi e il Padre, e Maria lo è per partecipazione).

Iniziare l’anno sotto la protezione della Madonna che intercede per la pace nel mondo, è un buon avvio.

Lei ci invita a pregare per questo dono tanto importante, per il bene di tutti gli uomini. La pace è un dono inestimabile; essa parte dai cuori che pregano e vivono il Vangelo. «Ama la pace, tieni la pace, possiedi la pace, porta quanti vuoi al possesso della pace. I suoi confini si allargano quanto più cresce il numero di coloro che la posseggono», diceva S. Agostino; gli fa eco papa Francesco: «Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire «sì» all’incontro e «no» allo scontro; «sì» al dialogo e «no» alla violenza». Come la Madre di Dio si è presa cura del suo Figlio Gesù, così si preoccupa di ciascuno di noi e ci copre tutti con il suo manto.

Nella Bibbia ricorrono di frequente immagini che mostrano un Dio che protegge il suo popolo. Nei salmi troviamo ad esempio: «Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali». (Sal 35,8). Anche nel salmo 120 si legge: «Il Signore è il tuo custode, il Signore è come ombra che ti copre e sta alla tua destra».

Maria è una copia vivente dell’amore tenero di Dio per tutti gli uomini.

Gesù ce l’ha affidata come madre sulla croce e lei adempie fedelmente questo suo compito. Dio ci tiene sul palmo delle sue mani, per farci comprendere quanto siamo preziosi ai suoi occhi. Così è stata preziosa Maria al cospetto di Dio. Al momento dell’Annunciazione, la Vergine si sente dire dall’angelo Gabriele: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo» (Lc 1, 35). L’ombra di Dio, è la sua presenza amorosa che ci avvolge.

«La maternità di Maria – prosegue ancora il capitolo della Lumen Gentium – nell’economia della grazia perdura senza soste dal momento del consenso fedelmente prestato nell’annunciazione e mantenuto senza esitazioni sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti. Difatti dopo la sua assunzione in Cielo, non ha interrotto questa sua funzione mediatrice, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni che ci assicurano la nostra salvezza eterna. Con la sua materna carità, si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo ai pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella Patria beata».

La maternità di Maria ci fa comprendere ancora meglio il Cuore di Dio, un Dio che si china sulla piccolezza dell’uomo e gli sta vicino. Gesù, a Santa Caterina da Siena, confidava di essersi innamorato della bellezza delle sue creature.

Più siamo fragili, deboli, e ci riconosciamo bisognosi della misericordia di Dio, più Lui si abbassa, come si è chinato sulla sua piccola serva Maria e ci solleva fino a sé.

Maria, è il capolavoro di Dio che si manifesta in una sua creatura tutta bella perché il peccato non l’ha mai sfiorata.

Suor Sandra Kuenzli, monaca nella Comunità agostiniana di Locarno

1 Gennaio 2022 | 06:21
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