Caritas Ticino

La solidarietà attraversa i confini e unisce i popoli

Domani, ad un anno di distanza, si rinnoverà a Como un nuovo incontro per sottolineare la questione del volontariato tra la Caritas di Como e Caritas Ticino. Il titolo dell’incontro sarà: «La solidarietà attraversa i confini – Storie di volontariato fra Como e Ticino», che Marco Fantoni direttore di Caritas Ticino ci commenta:

Il titolo dell’incontro di domani a Como sottolinea la solidarietà che è sempre stata presente al di là di ogni confine. Alle nostre latitudini lo sanno bene tutte quelle persone che in ogni epoca si sono adoperate per l’accoglienza nei rispettivi territori o per offrirsi come volontari e volontarie in ambiti diversi. La stessa Caritas Ticino è nata, con dei volontari, nel 1942, anche per accogliere coloro che fuggivano dal regime fascista all’epoca in vigore in Italia.

Ma allora, perché dare oggi voce al volontariato attraverso i confini? Innanzitutto è nostro desiderio continuare un’amicizia tra le diocesi di Como e di Lugano e dalle rispettive Caritas che dall’anno scorso regolarmente s’incontrano per conoscersi e confrontarsi su possibili collaborazioni e per riflettere su tematiche che caratterizzano il bene comune. A seguito di questi aspetti relazionali abbiamo sentito il bisogno di dare un segno visibile alla collaborazione andando a toccare uno dei principali punti di riferimento della costruzione del bene comune nella nostra società e nella Chiesa. Siamo sempre più orientati ad atteggiamenti individualistici e valorizzare l’impegno dei volontari significa mettere in evidenza una parte della nostra società spesso nascosta, che non fa notizia; da una parte c’è una legittima ritrosia dei volontari stessi a «mettersi in mostra» e questo nell’alveo della gratuità del gesto, dall’altra il mondo del volontariato è spesso una notizia che non «buca».

Siamo due territori vicini, diversi nella storia e nella società, dove parliamo la stessa lingua, il medesimo dialetto, dove le persone attraversano il confine quotidianamente per lavorare, per fare acquisti, per la gita domenicale fuori porta, ma anche per donare il proprio tempo libero a chi ha bisogno. Si tratta pertanto di un momento per stimolare i rapporti umani e le relazioni che da essi nascono, mettendo a frutto la diaconia della Chiesa e la fraternità. In effetti, le Chiese non hanno confini, pur rispettando le leggi dei rispettivi Stati, ed allora diventano importanti anche esperienze di scambio come quelle volute ed incoraggiate dalle due diocesi e dai vescovi Oscar Cantoni e Valerio Lazzeri.

Ascolteremo alcune testimonianze del volontariato sociale che simbolicamente daranno voce alle migliaia di persone che alle nostre latitudini assumono una grande responsabilità; quella di essere portatori di speranza. Certo, il ruolo del volontario diventa sempre più complicato, a volte anche l’aiutare comporta dei pericoli; quello di volersi sostituire alla persona, quello della frustrazione nel non vedere dei risultati, quello di dimenticarsi della gratuità del gesto. Per questo, il legittimo desiderio di aiutare altre persone deve tener conto di molti aspetti, non da ultimo il continuo confronto e la continua formazione legata al ruolo.

Per questo, mi piace citare un passaggio di una riflessione del professor Graziano Martignoni sul tema: «L’autentica disposizione al volontariato non sta solo nel tentativo doveroso di curare o cancellare la sofferenza, ma nell’obbligo etico di portarla alla consapevolezza della comunità. Per fare questo è compito del volontariato (ma anche del professionista dell’aiuto) offrire non solo la propria presenza a volte persino debolmente competente, ma quel sovrappiù di presenza, che ogni condizione umana sofferente esige. Questa è la sua testimonianza e il suo insegnamento. Il volontariato dunque non come un lavoro, ma prima di tutto come l’atto del donare, che si basa sul principio della comune vulnerabilità (divenire entrambi abili ad un vulnus), della reciprocità, che costruisce prima di tutto comunità e fraternità».

Marco Fantoni, Direttore di Caritas Ticino.
23 Febbraio 2019 | 06:10
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