L'immagine di Nicolao della Flüe, al centro
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L'immagine di Nicolao della Flüe, al centro

La rivista FTL sul Beato Manfredo, Nicolò Rusca e Nicolao della Flüe

25.06.2018, 18:20 / redazionecatt

“Per sapere che cosa significa veramente “dare la vita per il prossimo” , “lasciare tutto per seguire” Cristo, “avere una fede che smuove le montagne” e più in generale “fare la volontà” del Padre- scrive il rettore della Facoltà di teologia di Lugano, prof. Roux nel nuovo numero della rivista dell’Ateneo dedicato in particolare ai santi, “è necessario dare uno sguardo a coloro che mossi dallo spirito hanno realizzato in se stessi queste parole”.

Tre Santi svizzeri

Sono i Santi quindi i protagonisti del numero uscito alcuni giorni fa della rivista della Facoltà di teologia di Lugano, in particolare tre santi svizzeri e due “ticinesi”: Nicolò Rusca di Bedano (1563 – 1618) di cui quest’anno ricorrono i 400 anni dal martirio avvenuto a Thusis (Gr) e il Beato Manfredo di Riva San Vitale, l’eremita del Monte San Giorgio morto nell’anno 1217. Ticinese non era il Beato Manfredo perché era discendente dell’antica e nobile famiglia milanese dei Settala, ma venerato a Riva e nel Mendrisiotto per la sua lunga permanenza come eremita in quelle terre. Il terzo Santo, il Santo per eccellenza è Nicolao della Flüe di cui nel 2017 la Chiesa in Svizzera ha sottolineato il 700° dalla nascita.

La figura di Nicolò Rusca, arciprete di Sondrio, è presentata da Saverio Xeres, un esperto di storia della Chiesa. La vicenda di Rusca, rimasta per anni intrappolata in certa agiografia che ne lo ha sequestrato dentro l’episodio della sua morte nel contesto delle guerre confessionali che avvennero tra Valtellina e Grigioni, grazie ad un serio lavoro di recupero e di rilettura delle fonti, riesce a ricuperare e riscoprire la sua esemplare attività di pastore, in perfetta corrispondenza con le indicazioni del Concilio di Trento (1545 – 1563). Una figura decisamente da riscoprire, di cui nella natia Bedano si serba ancora il ricordo e la venerazione.

Il Beato Manfredo Settala viene presentato grazie alla penna di un eremita a noi contemporaneo, Michele di Monte che vive nell’eremo degli Angeli a Lornico in val Muggiasca (Lecco). Dopo averne ripercorso le note biografiche Michele di Monte colloca l’eremita del monte San Giorgio nella tradizione eremitica dei primi secoli del cristianesimo, da Antonio il Grande a Paolo di Tebe. Il beato Manfredo, morto nel 1217, appare così, 800 anni dopo la morte come esempio luminoso di vita spirituale valido per tutta la Chiesa. L’articolo rivisita il contesto storico e famigliare del Beato di Riva, rileggendo le biografie rinascimentali e collocandole sullo sfondo storiografico dell’epoca, con una particolare attenzione al significato più profondo dei miracoli attribuiti al beato eremita Manfredo. Un altro contributo di Luisa Vassalli Zorzi, notaio di Riva porta i lettori alla scoperta della ricognizione che venne fatta nel 1998 delle spoglie del Beato Manfredo mediante apertura del’urna contenente le spoglie dell’eremita.

Nicola della Flüe (1417-1487) viene presentato con tre contributi, di cui uno è della ticinese Kathrin Benz-Morisoli di Montecarasso, discendente della famiglia del Santo patrono della Svizzera. Questo Santo che all’età di 50 anni lasciò la moglie e 10 figli per ritirarsi a vita eremitica è senza dubbio una figura controversa di cui si è scritto e detto molto. Di nuovo, come nei tre casi precedenti, le ultime ricerche storiche condotte da autori contemporanei fanno luce tra leggende e strumentalizzazioni per riconsegnare la figura di questo Santo alla storia e alla fede popolare. Le ultime ricerche dimostrano con chiarezza come il mistico obvaldese vissuto appena prima della Riforma godesse tra i suoi contemporanei di una potente autorevolezza morale, religiosa e politica.

Nel numero appena pubblicato della rivista della Facoltà di teologia si trovano anche altri contributi. Citiamo qui quello di Manfred Hauke sulla figura della Madonna di Fatima nella vita di San Giovanni Paolo II, che ricordiamo subì il gravissimo attentato da cui uscì vivo, proprio il 13 maggio 1981, festa della Madonna apparsa a Fatima.

Per ordinare la rivista inviare una mail a: rivista@teologialugano.ch

 

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