Ticino

La ricchezza del patrimonio storico-artistico della Vallemaggia

«La Capela dal punt», ma anche la «Capela dal lüv», la «Capela dala Crosg», la «Capela bela». Preziosi ossari, cappelle, oratori: accostarsi alle nove parrocchie presenti sul territorio del Comune di Maggia e di Avegno Gordevio, che insieme definiscono la zona pastorale della Media e Bassa Vallemaggia, significa toccare con mano una realtà locale, che da secoli si mantiene viva grazie alle tradizioni legate a innumerevoli edifici sacri. Come la cappella di Antrobio, tra i Ronchini e Maggia: affrescata nel Cinquecento da pittori della bottega dei Seregnesi, è una delle cappelle più antiche della Valle, protetta a livello cantonale ed è stata restaurata nel 2017. Di questi edifici sacri spesso dai vari Consigli parrocchiali ne è stata ricostruita la storia Sappiamo, ad esempio, che la «Capela dal lüv» nacque in seguito ad un episodio molto particolare: proprio in quel punto un ragazzo riuscì a placare la fame di un lupo con un tozzo di pane. 

L’attaccamento dei valmaggesi a questi edifici è inoltre dimostrato dal fatto che essi sono stati fatti oggetto di importanti restauri, affidati il più delle volte all’Associazione per la Protezione del patrimonio artistico e architettonico di Vallemaggia (www.apav.ch), che ha ormia alle spalle 45 anni di attività e possiede una ricca documentazione, raccolta nel tempo. La coordinatrice dell’Associazione Rita Omini, che è anche membro del Consiglio parrocchiale di Maggia, ci spiega che le cappelle nella Valle sono in realtà oltre 500, accanto a 362 dipinti murali di altrettanto valore. Nel caso degli oratori, vi si tiene una Messa una volta all’anno: «Penso alla festa per l’oratorio della Ss. Trinità ad Avegno. Ma anche a quello di S. Antonio a Gordevio, in cui si tiene una Messa ogni terza domenica di gennaio, mentre a Riveo, frazione di Someo, ne teniamo una la prima domenica dopo Pasqua», ci racconta don Fabrizio Sgariglia, da settembre amministratore parrocchiale delle nove parrocchie.La storia dell’oratorio di Riveo è singolare. Per molto tempo l’antico edificio secentesco rimase, per mancanza di risorse, spoglio, tanto è vero che il 19 aprile 1651 li «homini» di Riveo si vedono costretti a supplicare il vicario generale di Como di poter «cercar elemosina» in tutta la Valle.

Ad affiancare don Fabrizio nella cura pastorale della Media e Bassa Valle, tre catechiste e il diacono don Giuseppe Quargnali; al momento i bambini che si stanno preparando per la Prima Comunione sono 32, mentre per la Cresima una ventina. Intanto l’attesa per la visita pastorale del vescovo cresce. Don Fabrizio ne ha dato più volte annuncio durante le Messe domenicali. «Ne celebriamo ogni domenica sette e arriviamo anche a 40 persone per ciascuna Messa, perché la gente, in paesi così vicini, è abituata a spostarsi». Sarà di queste tradizioni ma anche del futuro della loro Valle, che i parrocchiani potranno parlare con il loro Vescovo, andandogli incontro con una fede plurisecolare che ancora pulsa e vive e guarda avanti.

La Capèla da Braiaa, detta anche «Capèla Bela» sul territorio della parrocchia di Maggia.

Laura Quadri

30 Ottobre 2019 | 12:50
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