Ticino

La Facoltà di teologia di Lugano diventa la sesta facoltà dell’USI

Se ne parlava da anni. Ma alla fine l’annuncio dell’avvenuta affiliazione della Facoltà di teologia di Lugano (FTL) all’interno dell’Università della Svizzera italiana (USI) è riuscito comunque a cogliere di sorpresa un po’ tutti. L’autorevolezza della fonte – Manuele Bertoli, direttore del DECS e presidente del Consiglio di Stato – e l’occasione – i festeggiamenti del 25.mo Dies academicus dell’Università – lo scorso 8 maggio non hanno lasciato adito a dubbi. Anche se è previsto ancora un passo ulteriore: la firma del Gran Consiglio che ne decreterà l’affiliazione oltre che dal punto di vista tecnico, anche da quello politico.

Era un altro 8 maggio, quello del 1992, quando la Santa Sede approvava l’Istituto teologico di Lugano, tenacemente voluto da mons. Eugenio Corecco e che nel novembre dell’anno successivo, diverrà la Facoltà di teologia di Lugano, aprendo così idealmente la via allo sviluppo di una realtà universitaria anche nella Svizzera italiana.
Una realtà cresciuta negli anni e che ora, dopo 25 anni, conta nella USI, ben sei facoltà: l’ultima delle quali, in ordine di tempo, è proprio la Facoltà di teologia di Lugano. Come ha puntualizzato l’onorevole Bertoli, nel suo discorso, ufficializzando per la prima volta, questa «affiliazione», a cui il governo e le due direzioni stavano lavorando da tempo. Ne parliamo con il rettore della FTL.

Rettore René Roux, ha colto di sorpresa anche lei questo annuncio?

«Diciamo che non ci aspettavamo che venisse dato in quel momento. Ma è anche giusto così. La USI sta crescendo e ora si arricchisce di una sesta facoltà e quindi era giusto che fosse il presidente del Consiglio di Stato a darne l’annuncio».

Vogliamo fare un passo indietro per capire l’iter che ha portato le due realtà accademiche fino all’attuale situazione di «affiliazione»: è questo, infatti, il termine tecnico con cui viene definita la relazione tra i due istituti.

«Se noi osserviamo la storia dell’università del Canton Ticino e il ruolo che ha avuto mons. Corecco nel far partire l’avventura accademica qui nella sua terra, possiamo dire che alcuni aspetti comuni ci fossero già sin dall’inizio. In realtà la storia dell’università a Lugano è stata molto particolare. Sappiamo come sia complesso realizzare un progetto di questo tipo in un Cantone che non ha ancora esperienze in questo senso. E anche l’USI è andata lentamente crescendo a partire dalla prima facoltà, quella di architettura a Mendrisio, fino alle sei attuali. In tal senso l’avvicinamento tra la FTL e l’USI è un percorso che oramai da anni è presente e attivo. Anzi, credo che molte persone pensassero che eravamo già una struttura unitaria»

Nel senso che c’erano già dei legami tra le due istituzioni?

«Sì, già c’è tutta una serie di collaborazioni qui nel campus: la biblioteca, i servizi informatici e tutta una serie di programmi comuni. Siamo due enti universitari accreditati, il cui valore accademico è riconosciuto sulla base degli stessi criteri. Quindi da questo punto di vista, l’ulteriore avvicinamento si è rivelato un fatto quasi naturale, allo scopo di utilizzare al meglio le risorse che ci sono».

Questa affiliazione modificherà il peso dell’Università della Svizzera italiana a livello nazionale e internazionale?

«L’università si arricchisce di una nuova facoltà, di due programmi di Bachelor (in Filosofia e in Teologia), di numerosi Master e di due
Dottorati (in Teologia e in Scienze Religiose). E per quanto riguarda la Facoltà di teologia finirà un piccolo imbarazzo che poteva esserci finora. Nel resto del mondo – in Svizzera interna o in Germania – le facoltà teologiche sono parte dell’Università pubblica, mentre non si riusciva a capire come mai a Lugano ci fossero due istituzioni separate. Da questo punto di vista, ora, alcuni aspetti saranno semplificati.
Inoltre, il fatto di essere all’interno di un’università più grande, farà sì che anche le nostre attività potranno essere conosciute attraverso canali che prima non avevamo a disposizione. Allo stesso tempo la nostra presenza all’interno dell’USI dovrebbe favorire ulteriori sinergie e collaborazioni su tutta una serie di argomenti in cui la dimensione religiosa fa parte integrante. Pensiamo a tutte le problematiche intorno al Mediterraneo, al Medio Oriente, ai contatti interculturali. Insomma, questa nuova situazione, dovrebbe potenziare non solo la FTL ma – per quella piccola parte che è anche di nostra competenza – tutto il polo universitario luganese».

Nata da un’intuizione di mons. Corecco

Istituita il 20 novembre 1993, la Facoltà di teologia di Lugano è stata creata su iniziativa di mons. Eugenio Corecco, canonista e allora vescovo di Lugano, per «l’incremento della ricerca e l’insegnamento della filosofia e della teologia» e al fine di rispondere all’esigenza di dare risposta alle «istanze presenti nella società ticinese perché la Svizzera italiana sia dotata di istituzioni di livello universitario», divenendo la prima istituzione universitaria del Canton Ticino. Ora, Manuele Bertoli, direttore del DECS e presidente del Consiglio di Stato, nel corso del 25.mo Dies academicus dell’USI, lo scorso 8 maggio, ne ha comunicato l’affiliazione tecnica all’USI. Si attende la firma del Gran Consiglio.

Corinne Zaugg

La sede della Facoltà di Teologia di Lugano.
19 Maggio 2021 | 06:14
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