Diocesi

Il vescovo di Lugano commemora il fondatore dell'Opus Dei

«Trasformare in endecasillabi la prosa quotidiana» è una suggestione di San Josémaria, fondatore dell’Opus Dei che il vescovo Lazzeri ha riproposto mercoledì 12 giugno nella chiesa di Sant’Antonio a Lugano, celebrando la Messa a ricordo della vita santa e degli insegnamenti di questo grande Santo, fondatore dell’Opus Dei, canonizzato nel 2002. Fra i concelebranti c’era anche il vicario dell’Opus Dei in Svizzera, Mons. Peter Rutz. Nel saluto iniziale rivolto ai numerosi fedeli, egli ha ricordato che lo scorso mese di maggio è stata beatificata Guadalupe Ortiz de Landázuri, la prima donna dell’Opus Dei che giunge all’onore degli altari. Collaborò con il fondatore nella prima espansione dell’Opus Dei in Spagna e in Messico. Nella sua vita osserviamo un frutto di quella santità insegnata e vissuta da san Josemaría nella vita quotidiana.

Nell’omelia il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri ha preso spunto dalle parole di Gesù proposte dal Vangelo del giorno: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17). Ciò può illuminare la nostra vita – ha glossato il Vescovo –, mostrandoci il valore insito anche nelle situazioni e circostanze più ordinarie e apparentemente banali. Potremmo essere infatti tentati di disprezzarle o «abolirle» con l’idea che siamo chiamati a cose più grandi. San Josemaría ci ha invece insegnato a incontrare il Signore proprio in esse, trasformando ogni situazione e circostanza della nostra vita quotidiana in occasione di santità e di apostolato. Con la grazia di Dio la nostra vita ordinaria troverà così una pienezza di significato e di valore.

Alcuni partecipanti alla funzione
La celebrazione del 12 giugno 2019 in Sant'Antonio a Lugano
13 Giugno 2019 | 11:25
lugano (208), OpusDei (4), svizzera (218), ticino (294)
Condividere questo articolo!