Ticino e Grigionitaliano

«Il Sinodo è un dono prezioso»: l’esperienza nelle valli e in città

«Uscire, andare verso il prossimo: sono azioni normali, se vogliamo davvero essere in grado di fare comunità». È una voce di consapevolezza, quella che ci giunge in queste ore da Claro, dalla signora Fernanda Delucchi, tra le partecipanti degli incontri sul Sinodo tenutisi in seno alla rete pastorale che unisce le parrocchie di Lodrino, Prosito, Iragna, Moleno, Preonzo, Gnosca, Claro, Cresciano e Osogna.

Per gli abitanti della zona, ritrovarsi in questa modalità per una discussione è una cosa rara. Il Sinodo, così, non ha fatto che far emergere un’esigenza di cui tutti in fondo sentivano il bisogno: «In Valle ogni paesino è un po’ a sé stante: nessuno, di solito, cerca nessuno. Per me è la prima partecipazione a un ritrovo del genere; mi è servito per capire – e penso di non essere stata l’unica – che non siamo soli», ci racconta la signora Delucchi.

Una gioia, quella di ritrovarsi assieme che non ha permeato solo i quattro incontri svoltisi finora, ma che si è poi tramutata in una proposta concreta per il futuro: «Vorremmo, in futuro, che ci fossero altri momenti di aggregazione oltre la S. Messa domenicale; dei momenti di ritrovo, condivisione fraterna, o anche solo per parlare e dirci come stiamo. Stare insieme è bello e può essere una bella testimonianza di vita a fronte di chi non crede più così tanto nella Chiesa e nel suo contributo alla società».

La parrocchia, famiglia che accoglie

Spostandoci da Claro a Locarno, ritroviamo altre voci e altre esperienze di vita. Per il gruppo biblico parrocchiale – una ventina di partecipanti – che si riunisce ogni lunedì sera, da qualche settimana a questa parte, negli spazi dell’oratorio «S. Antonio», il questionario con i 10 temi del Sinodo è stata anzitutto occasione proficua per mettere a fuoco alcune problematiche, di cui altrimenti non si parlerebbe così spesso. «È emersa, ad esempio, la questione della trasmissione della fede, in famiglia, alle generazioni più giovani; da qui, la domanda cruciale: come far riscoprire la bellezza dell’essere credenti, in un contesto «rumoroso» che soffoca gli impulsi vitali dello Spirito?», ci racconta don Carmelo Andreatta, arciprete di Locarno. Il farsi prossimo, tema della seconda domanda, ha invece portato i partecipanti verso due conclusioni pregnanti, speculari. «Se al parroco spetta sforzarsi di entrare in contatto e di incontrare le famiglie nel loro contesto di vita, ai parrocchiani laici è però richiesto altrettanto impegno nell’intraprendere un cammino di vita parrocchiale, che li conduca a mettersi, infine, a servizio della comunità. In questo senso, è emersa l’esigenza di una famiglia – la parrocchia – che possa essere casa di tutti».

Laboratori di ascolto nelle parrocchie?

Accanto al gruppo biblico, don Carmelo ha invitato anche i membri dell’assemblea vicariale, in una riunione che si terrà il 14 dicembre, per avvicinare e approntare insieme le domande del Sinodo. Infine, questo è stato anche il compito della rete pastorale parrocchiale, come ci spiega Tiziana Zaninelli: «Il fatto che nel gruppo ci siano laici, religiosi e il parroco ci ha facilitato nel produrre una riflessione ricca, che mi fa anche dire – come membro dell’équipe sinodale diocesana – che il momento d’incontro è ben riuscito. Due temi ci hanno particolarmente interrogato, correlati tra loro: la nostra reale capacità di accogliere chi è distante e, ancora più importante, l’ascolto che siamo in grado di offrire. Ascoltare e sentirsi ascoltati, ha fatto notare un parrocchiano, è infatti tema urgente, che richiede impegno: perché non creare, allora, dei laboratori di ascolto nelle nostre parrocchie?». La parrocchia del futuro, immaginata durante questi incontri, è una comunità vivace, che sappia anche portare avanti belle iniziative: «Alcuni parrocchiani hanno sentito l’esigenza di tornare ad offrire l’adorazione perpetua in una delle chiese del Locarnese. È una cosa importante per chi desidera, anche durante il giorno, fermarsi un momento e pregare. La parrocchia diventerebbe così un centro ancora più vitale», conclude Zaninelli.

Laura Quadri

14 Dicembre 2021 | 10:38
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