Ticino

«Il sentirci famiglia ci rende forti». La testimonianza di Monica-Ancora Marzano

Monica Ancora-Marzano la conosciamo come il volto dell’Associazione no-profit «Il Giardino dei Bambini »: una rete di solidarietà che da Bellinzona attraversa l’Europa per giungere in Paesi come la Siria, dove ha potuto contribuire alla costruzione di 11 scuole. Ma Monica è anche farmacista: la sua farmacia, situata a Bellinzona Sud, nella complessità delle settimane appena trascorse, è diventata un vero e proprio punto di riferimento per la richiesta di medicamenti, ma soprattutto per la consulenza un po’ «speciale» di Monica stessa, che ai suoi pazienti non ha voluto solo dispensare assistenza dal punto di vista farmaceutico, ma anche morale e, perché no, spirituale.

«Ho messo un cartello all’entrata, nei giorni subito successivi il lockdown: «Tutto andrà bene. Signore confidiamo in te». Seguendo questo spirito, con i miei collaboratori abbiamo subito pensato che bisognasse fare qualcosa di molto concreto per i nostri pazienti. Abbiamo così accolto l’iniziativa di alcuni volontari per l’aiuto concreto alle famiglie, dando vita a una rete di volontari per la consegna dei medicinali e piccoli servizi, dove però la prima cosa che volevamo «consegnare» loro era la nostra «umanità»: quell’umanità che ci spingeva tutti quanti a uscire fuori da noi stessi e ci faceva andare incontro all’altro».

E questa fragilità Monica l’ha potuta toccare con mano: dall’altra parte del bancone, per lei la farmacia è diventata un punto d’osservazione privilegiato, che le ha fatto incontrare persone dai comportamenti più disparati. «Ho incontrato gente estremamente impaurita, bisognosa di un conforto che abbiamo dato loro molto volentieri ma ci sono anche state persone che, invece si sono dimostrate capaci di un altruismo autentico. Al panico ho risposto con la fiducia che la fede in Dio mi trasmette. In mezzo ad ansie e incognite, ho voluto essere luce». Con alcuni pazienti, il dialogo si è trasformato persino in preghiera: «Alcuni mi hanno chiesto come pregare talvolta stando anche assieme, perché questo li tranquillizzava».

Naturalmente l’aiuto di Monica ai suoi pazienti si è tradotto anche in una consulenza puntuale sulle varie domande mediche sollevate dall’emergenza: «Abbiamo dovuto sfatare tante false notizie che circolavano tra i nostri pazienti; la mia gratitudine va alle strutture ospedaliere e alle istituzioni del Cantone, che hanno permesso che la situazione non precipitasse del tutto. Personalmente, ho cercato di essere quella figura di professionista che sa accompagnarti con equilibrio e spiegarti il valore dei piccoli gesti, come il mantenere le distanze, che può salvare te e i tuoi cari».

L’arte di stare accanto, dell’ascolto e della consulenza ha portato i suoi frutti: Monica, piano piano, ha visto i suoi pazienti cambiare anche molto: «Io, da credente, le chiamerei vere e proprie conversioni, un viaggio, vissuto da molti, dalla sfiducia alla fede. Ci sono famiglie che, a discapito di quello che si possa credere, grazie all’emergenza si sono ritrovate, riscoprendo, al di là delle ferite passate, la bellezza di un dialogo che si riapriva». Così, di tutto questo periodo, Monica ricorderà quello che i pazienti stessi le hanno dimostrato: «Non è la paura che ci rende forti, ma il sentirci famiglia».

Laura Quadri

9 Giugno 2020 | 07:42
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