Internazionale

Il premio nobel Yunus alla Economy of Francesco: dopo il Covid-19 si deve cambiare


Intervento del Premio Nobel per la Pace 2006 Muhammad Yunus a The Economy of Francesco. Muhammad Yunus è un economista e banchiere bengalese. È ideatore e realizzatore del microcredito moderno, ovvero di un sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori troppo poveri per ottenere credito dai circuiti bancari tradizionali. (Trascrizione della traduzione simultanea da verificare con parlato in lingua originale) nel sito dell’evento.

La parola finanza

La finanza è iniziata per facilitare gli scambi, ma poi ha cominciato a seguire una direzione sbagliata, per rendere poche persone sempre più ricche. Così funzionava il sistema: uno strumento veicolo per la concentrazione della ricchezza. Ora questo deve finire.

Parole negative?

Per me la pandemia di Covid-19 ha rappresentato un’occasione per vedere cosa accade nel mondo: ha rivelato tutte le debolezze del sistema attuale. Vediamo che coloro che erano ai margini dell’esistenza, coloro che guadagnano il pane quotidiano sulla base delle proprie forze, a livello globale sono finite ancora di più ai margini. Non possono ricevere cure, non possono procacciare il reddito per sfamarsi. È accaduto in poche settimane, in un clima mondiale in cui c’è un flusso univoco: l’1% detiene gran parte della ricchezza.

E la finanza è stata responsabile di tutto questo: l’unica religione che conosce l’unico obiettivo è la massimizzazione degli utili. Si arraffa tutto, e anche quando arriverà il vaccino accadrà la stessa cosa: le aziende sono in concorrenza tra loro.

Invece che aspettare mesi o anni, nel frattempo stanno facendo sì che solo i paesi ricchi possano permetterselo e acquistarlo: già sta accadendo: ne acquistano 3-4 volte le dosi necessarie, lasciano ancora ai margini i Paesi del Terzo Mondo.

Si vuole guadagnare sempre di più. E i fondatori di queste aziende si stanno arricchendo sempre di più grazie a borsa e finanza. Ho affermato che il colpevole principale nel sistema capitalista che abbiamo costruito è il concetto di massimizzazione degli utili. Massimizzazione degli utili, quando ci si sviluppa si massimizzano gli utili e questo di fatto ci permette di perseguire i nostri interessi. Un percorso in cui si vede solo una cosa: l’interesse del singolo. L’essere umano non è però spinto solo dal proprio interesse, certo lo persegue per autoconservazione, ma la parte fondamentale degli esseri umani è spinta dall’interesse comune ed è questo su cui dobbiamo concentrarci. Un interesse collettivo e uno individuale, collegati. Non dobbiamo concentrarci solo su quello individuale.

Il microcredito: un’alternativa possibile

Se pensiamo al microcredito, di per sé, non è una parola pulita: se viene usato solo per massimizzare l’utile per proprio tornaconto, non si fa l’interesse della gente e saremmo alla stregua di usurai. Ma quando abbiamo creato il microcredito l’abbiamo fatto come un’impresa sociale, che persegue un obiettivo collettivo: non per guadagnare denaro per i singoli ma per risolvere i problemi della collettività. Il microcredito se diventa azienda sociale è strumento meraviglioso, perché si lavora per fornire risorse agli altri. Non è beneficenza, ma attività commerciale in cui l’interesse altrui è di fondamentale importanza. Se viene fatto a favore dei poveri. 

Dobbiamo vedere di che tipo di attività si tratta: se sociale o se si vuole massimizzare gli utili.

Finanza sostenibile?

Finanza sostenibile per me non significa molto, da sola. Vorrei considerare altri due argomenti. Finanza sostenibile ma dannosa, o sostenibile ma a beneficio del bene comune? Il sistema finanziario attuale è sostenibile, ma dannoso. Dobbiamo enfatizzare questo elemento. Ora è dannoso perché il sistema economico attuale porta una concentrazione di ricchezza pazzesca. Il sistema che costruiamo è sostenibile a livello mondiale, ma anche pericoloso: gli esseri umani rappresentano una specie in via di estinzione. Stiamo per scomparire, i cambiamenti climatici dicono gli scienziati hanno un ritmo tale che tra poco non esisteremo più. I giovani scendono in piazza e accusano giustamente i genitori di avergli rubato il futuro. Abbiamo creato un sistema sostenibile dal punto di vista degli affari, perché le spese vengono comunque coperte. Ma a discapito dell’umanità. Siamo in un conto alla rovescia. Se continuiamo a seguire questa strada non saremmo qui a lungo: è un patto suicida.

È intervenuta la pandemia e ora tutti lavorano per tornare alla situazione precedente ad essa. Ma perché vogliamo tornare a quel sistema? Questo treno che ci stava portando verso la morte si è fermato. È il momento di scendere e chiederci: vogliamo tornare su quel treno o seguire la direzione opposta, per seguire un mondo senza inquinamento, senza concentrazione della ricchezza, senza disoccupazione massiccia.

Se seguiamo solo la sostenibilità la risposta non si trova là. A livello mondiale, se non abbiamo sicurezza, un’economia condivisa e in cui tutti hanno qualcosa di produttivo da fare, non la possiamo definire sostenibile. La massimizzazione degli utili ha portato a questo disastro totale.

Debito.

La finanza deve avere un fine. Qual è il fine? Solo così possiamo capire come usare la finanza. Se il fine è creare un mondo autodistruttivo? Ma distruggere il pianeta non può essere il fine. La finanza può aiutare la comunità, che è solo una piccola parte del sistema planetario. Tutto il mondo è in pericolo, il riscaldamento globale fa parte di questo discorso. Chi contribuisce, quali aziende, quali aspetti, la produzione della plastica. Sono tutti aspetti che fanno parte del sistema, quindi non è la giusta finalità. La finalità deve essere qualcosa di desiderabile, di positivo. La stessa finanza se vogliamo creare un mondo con Zero emissioni di carbonio, come possiamo farlo? La finanza deve essere indirizzata come veicolo per raggiungere un fine positivo, buono per noi, esclusivo nel mondo, per lottare contro la povertà che sta scoppiando nel mondo. Se la finanza va verso l’accelerazione di questo scoppio della bomba non sarà il fine giusto, ma deve lavorare a beneficio della maggior parte delle persone che abitano il mondo e non come accade ora che la maggior parte delle persone sono vittime delle mafie, dell’usura. Non è ciò che noi vogliamo: abbiamo bisogno di riformare il sistema finanziario per raggiungere il giusto fine, per poter ridisegnare l’intero sistema.

Tutti siamo responsabili in prima persona. Quando metto denaro in banca, voglio sapere dove la banca ha investito quel denaro. Se viene investito nella plastica, etc non va bene quella banca, quindi cercherò un’altra banca. Qual è la finalità del denaro? È il mio denaro ed è la mia scelta. Lo metterò dove deve essere investito: sono io responsabile di come deve essere investito.

Così per il riscaldamento globale, non ci prendiamo la responsabilità delle cose. È importante che come cittadino io abbia ben chiaro quello che faccio e con quale finalità. La finalità è la cosa più importante nella finanza, altrimenti questa andrà nella direzione più sbagliata.

Anche gli eventuali enti regolatori devono dettare una finalità precisa, che poi deve essere seguita dalle banche.

Il sistema capitalistico attuale è un mondo finto. Dobbiamo tornare all’economia reale. Si dice «l’economia aumenta», ma per chi? I dati ci mostrano che tutta la ricchezza del mondo è concentrata in pochissime mani: il 99% è in mano all’1%. È un sistema sbagliato: serve condivisione, anche con un Pil più piccolo, ma con ricchezza più condivisa.

Non è il sistema che può essere sostenibile sul piano etico. La situazione sta peggiorando: la macchina va avanti. L’espansione economica, il Pil, la prosperità. Che cosa significa? Di chi parliamo: del 99 percento o dell’1 percento? Queste domande secondo me sono le più importanti. Perché non possiamo condividere? Facciamolo! È quello che abbiamo fatto quando abbiamo lanciato il microcredito. Ci dicevano: non si può fare. Ma noi ci siamo detti: proviamo.

Come abbiamo fatto? Abbiamo osservato il sistema bancario e abbiamo fatto il contrario, abbiamo scelto la strada opposta. Loro si rivolgono ai ricchi e noi ai poveri, loro alle città e noi alle campagne, loro agli uomini e noi alle donne. Se seguiamo la stessa strada, finiremo sempre a raggiungere la stessa meta e la destinazione è il debito e la morte, a causa della concentrazione di ricchezza, di gas serra. L’intelligenza artificiale? Nessuno avrà più un lavoro, saremo tutti disoccupati. E allora? Dobbiamo invertire tutto. Tre zeri: zero emissioni di carbonio; zero concentrazione di ricchezza: la ricchezza deve essere condivisa; zero disoccupazione. Il mondo dell’intelligenza artificiale: bisogna far sì che tutti siano occupati.

Questo è il nostro fine e tutto deriva da questo: sono mezzi utili a raggiungere un fine.

Dobbiamo identificare una nuova destinazione, costruire nuove strade, e allora la potremo raggiungere, altrimenti siamo finiti.

Se vogliamo che il mondo sia in un certo modo, possiamo realizzarlo, niente è impossibile. Oggi la nostra casa sta bruciando. Non ci rendiamo conto che c’è un incendio. Per passare all’azione non abbiamo molto tempo: venti o trent’anni. Il riscaldamento globale se va da 1,5 a 2°C è finita. Occorre cambiare le nostre politiche, ma parlare non basta, serve agire.

Muhammad Yunus , famoso per il microcredito e premio nobel per la Pace.
20 Novembre 2020 | 18:35
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