Papa e Vaticano

Il Papa all'Angelus: la fede è gioia di essere al servizio gli uni degli altri

Papa Francesco attinge alla Parabola che il Vangelo di Luca narra in questa domenica per approfondire il tema della fede, mettendo a fuoco due «immagini», quella del granellino di senape e quella del servo disponibile. Ed è sul primo spunto della odierna pagina evangelica che si sofferma il Santo Padre:

Gesù, dunque, vuole far capire che la fede, anche se piccola può avere la forza di sradicare persino un gelso. E poi di trapiantarlo nel mare, che è una cosa ancora più improbabile: ma nulla è impossibile a chi ha fede, perché non si affida alle proprie forze, ma a Dio, che può tutto.

Fede non superba

La riflessione del Papa mette dunque al centro una «fede che non è superba e sicura di sé», ma che nella sua umiltà «sente un grande bisogno di Dio» e si «abbandona con piena fiducia a Lui»:

È la fede che ci dà la capacità di guardare con speranza le vicende alterne della vita, che ci aiuta ad accettare anche le sconfitte, le sofferenze, nella consapevolezza che il male non ha mai, non avrà mai, l’ultima parola.

Il servizio

Ma come è possibile comprendere se la nostra fede è veramente genuina, pura e schietta? Per rispondere a questo interrogativo Francesco indica il secondo insegnamento della Parabola che dà misura della fede: il servizio. Il Pontefice spiega poi che la figura di un padrone prepotente e indifferente «fa risaltare l’atteggiamento di disponibilità del servo». Francesco indica quindi il significato più profondo di questa vicenda:

Gesù vuole dire che così è l’uomo di fede nei confronti di Dio: si rimette completamente alla sua volontà, senza calcoli o pretese. Questo atteggiamento verso Dio si riflette anche nel modo di comportarsi in comunità: si riflette nella gioia di essere al servizio gli uni degli altri, trovando già in questo la propria ricompensa e non nei riconoscimenti e nei guadagni che ne possono derivare. È ciò che insegna Gesù alla fine di questo racconto: «Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare» (v. 10).

L’atteggiamento nella Chiesa

L’esempio dei servi inutili «senza di essere ringraziati, senza rivendicazioni» rinnova anche l’impegno all’interno della Chiesa, evidenzia il Papa:

«Siamo servi inutili» è un’espressione di umiltà, disponibilità che tanto fa bene alla Chiesa e richiama l’atteggiamento giusto per operare in essa: il servizio umile, di cui ci ha dato l’esempio Gesù, lavando i piedi ai discepoli (cfr Gv 13,3-17).

Francesco invoca infine l’aiuto della Vergine Maria per andare lungo «questa strada»:

Ci rivolgiamo a Lei nella vigilia della festa della Madonna del Rosario, in comunione con i fedeli radunati a Pompei per la tradizionale Supplica.

L’invito a pregare per il Sinodo

Dopo l’Angelus, il Santo Padre ricordando che nella Basilica Vaticana si era da poco conclusa la Celebrazione eucaristica per l’inizio del Sinodo per la Regione Panamazzonica, ha invitato tutti a pregare:

Per tre settimane i Padri sinodali, riuniti intorno al Successore di Pietro, rifletteranno sulla missione della Chiesa in Amazzonia, sull’evangelizzazione e sulla promozione di una ecologia integrale. Vi chiedo di accompagnare con la preghiera questo importante evento ecclesiale, affinché sia vissuto nella comunione fraterna e nella docilità allo Spirito Santo, che sempre mostra le vie per la testimonianza del Vangelo.

(Vatican News)

Il Papa durante la preghiera dell'Angelus
6 Ottobre 2019 | 13:49
angelus (106), PapaFrancesco (783)
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