Il documento sulla Fratellanza umana al centro ieri di un incontro a Ginevra

Il «Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e convivenza comune«, firmato ad Abu Dabi lo scorso 4 febbraio da Papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar Ahmad al-Tayyib, è stato al centro ieri di un incontro tenutosi a Ginevra nell’ambito della 42.ma sessione del Consiglio per i Diritti Umani. L’arcivescovo Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenendo alla riunione, ha letto un messaggio di monsignor Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.

La fratellanza comprende tutti

Nel testo si sottolinea che il Documento sulla fratellanza umana è una «pietra miliare» nel cammino del dialogo interreligioso: segna il cammino percorso insieme, ma è anche «un punto di partenza». Non è tanto una mappa, ma «un impegno quotidiano» per lavorare insieme in modo da promuovere il bene comune e contribuire come credenti, insieme a persone di buona volontà, «a guarire il nostro mondo ferito». La fraternità, si legge inoltre nel testo letto dall’arcivescovo Jurkovič, non si riferisce esclusivamente al proprio gruppo, alla propria comunità, cultura, e religione ma include tutti. La fraternità può essere la dinamica, come ancora suggerisce il Documento firmato dal Papa e dal grande imam di Al-Azhar, con cui si superano le differenze e si costruiscono «ponti di convivenza per un mondo nuovo».

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18 Settembre 2019 | 16:32
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