Ticino

Il commovente testamento spirituale del prete ticinese Sandro Vitalini

Pubblichiamo in occasione di diversi eventi in sua memoria il testamento spirituale redatto da don Sandro Vitalini, il prete e teologo ticinese scomparso a maggio 2020 a causa della pandemia di Covid-19.

«Mi rivolgo a tutte le persone che ho incontrato nel Signore, alle quali non posso lasciare che una parola di fede e di gratitudine. Tutte mi hanno fatto del bene e aiutato. Mi sono sentito uno strumento, servo inutile, dell’amore infinito del Padre incarnato nello Spirito di Gesù Crocifisso e Risorto. Tutto è amore. Pertanto «siate sempre lieti nel Signore» (Fil 4,4), coscienti che «morire è un guadagno» perché «il vivere è Cristo» (Fil 1,2123). È per me un’immensa gioia lasciare «la tenda terrena» (2 Cor 5,1), fiducioso che il Padre, nelle sue viscere di misericordia, abbraccerà e perdonerà anche me come altro figlio prodigo (Lc 15,20). Potrò così vivere per grazia nel suo Spirito d’amore. Durante tutta la vita terrena ho desiderato ardentemente questa nascita, cosciente di essere sostenuto da Maria S.S. e dai Santi, nube incommensurabile dei testimoni del Vangelo (Ebr 12,1). La comunione con i miei genitori, sorella e fratelli, con i Vescovi, con i presbiteri, che mi hanno preceduto in Patria, con gli amici, sarà fonte di eterna gioia. Come prete e docente di teologia ho vissuto in tensione verso la visione. Il desiderio è cresciuto e si è acuito con gli anni. Il Paradiso non è solo atteso, ma anche pregustato quaggiù nello spirito d’amore, di gioia, di pace (Gal 5,22). Più si gusta l’anticipo e più si tende alla pienezza. Ogni istante di vita quaggiù ha già il sapore dell’eternità. Muoio ferito perché l’umanità non ha vinto la fame e la guerra e le Chiese cristiane non hanno realizzato l’unità voluta dal Padre, quando sarebbe stato possibile. Chiedo perdono a chi ho potuto offendere, ferire, cosciente del mio nulla (Gv 15,5) ma abbandonato nelle braccia del Papà-Mamma, esclamando e cantando l’Alleluia e il Maranatha (Ap 22,20)».

Sandro Vitalini, Sorengo, 2 novembre 2012

Sandro Vitalini
14 Settembre 2020 | 16:00
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