Il regista Wim Wenders
Cultura
Il regista Wim Wenders

Il Bergoglio di Wenders è nei cinema ticinesi

14.06.2018, 11:42 / redazionecatt

Arrivato nelle sale cinematografiche ticinesi da ieri, il film di Wim Wenders “Papa Francesco, Un uomo di  parola” vuole essere una sorta di grande anteprima alla visita del Papa il prossimo 21 giugno a Ginevra. Riproponiamo un’intervista di Vaticannews al regista che racconta cosa ha voluto dire “dirigere” Bergoglio nel ruolo di Bergoglio, tra le mura del Vaticano.

Emozione, responsabilità, sfida, delicatezza, prossimità e stupore si mescolano continuamente nelle parole di Wim Wenders mentre parla della sua ultima pellicola: “Papa Francesco. Un uomo di parola”. Un film non sul Papa ma con il Papa, come lui stesso sottolinea, presentato nei fuori concorso a Cannes

A Wim Wenders abbiamo chiesto cosa significhi questo lavoro, come è nato e cosa si aspetta:

Nemmeno nei miei sogni più arditi avrei mai immaginato di girare un film su Papa Francesco. Quando ho ricevuto la lettera con l’invito a venire in Vaticano per discutere della possibilità di girare un film sul Papa con mons. Dario Viganò, per prima cosa ho tirato un respiro profondo, poi sono andato a fare il giro del palazzo. Mi resi conto che un progetto di questo genere comportava una grandissima responsabilità; comunque, un compito totalmente diverso da qualsiasi film avessi girato fino ad allora. Ma naturalmente sarei andato, per capire cosa avesse in mente don Dario. Venne fuori che mi offriva carta bianca, dandomi la possibilità di buttare giù un’idea e decidere io stesso come mi sarei immaginato il film. E che il Vaticano non avrebbe interferito, e che ci avrebbe aperto gli archivi. Ho detto di sì. Ovviamente. C’è voluto un po’ prima che la mia idea prendesse forma, che il finanziamento andasse a buon fine e per organizzare le prime riprese con Papa Francesco. Da quel primo colloquio alla fine del film sono passati circa due anni, altri tre lunghi colloqui e una ripresa ad Assisi, la patria di San Francesco. E poi mesi e mesi in sala montaggio, finché il film ha preso la sua forma definitiva. E risponde pienamente alle alte attese che vi avevo riposto e cioè che avrebbe consentito a Papa Francesco di parlare direttamente a ciascuno spettatore e a ciascun ascoltatore di tutti gli argomenti e di tutte le preoccupazioni che sono importanti per lui, quasi in un faccia a faccia. L’intenzione era che non fosse un film su di lui, ma con lui.

Il Papa ha partecipato alle riprese … c’è un evento accaduto sul set che l’ha particolarmente colpita?

Oh sì! Sono sempre rimasto molto colpito di come Papa Francesco fosse aperto a ogni domanda e di come abbia sempre risposto in maniera diretta e spontanea. E dopo ciascuna delle quattro lunghe sessioni (di colloquio), si è preso il tempo per stringere la mano a tutti, senza fare differenza tra il produttore, il direttore, l’elettricista o l’assistente.

Lei ha dichiarato: il Papa “è un esempio vivente di un uomo che si batte per ciò che dice”. Cosa gli augura oggi?

Avevo già la più alta considerazione per Papa Francesco prima ancora di conoscerlo, solo per averlo visto in televisione, aver letto i suoi discorsi o le sue encicliche. Ma incontrarlo a tu per tu, e poi vedendolo e ascoltandolo ogni giorno in sala montaggio, quindi non soltanto nel corso dei nostri colloqui ma anche nei suoi discorsi in tutto il mondo, ai rifugiati, ai prigionieri, ai politici, agli scienziati, ai bambini, ai ricchi, ai poveri o alla gente normale, mi ha fatto realizzare quanto sia coraggioso, quanto intrepido. E il mio augurio è questo: che mai perda il suo incrollabile coraggio.

Ogni volta che lasciava il set, l’ultima cosa che diceva era: “Pregate per me!”. E questo non era soltanto un modo per salutare: lo pensava veramente. Gli ho sentito chiedere la stessa cosa alla gente in tutto il mondo. Ecco, questo è il mio secondo augurio: che sia supportato da tutte queste preghiere che si fanno per lui, da parte di tutte queste persone (compreso la mia piccola squadra cinematografica) per le quali egli rappresenta un uomo sulla cui parola si può fare affidamento. Questa caratteristica è oggi rara e preziosa: un uomo che non agisce per se stesso, ma per il bene comune.

fonte: vaticannews

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