Un'immagine dei Vesperali 2020.
Ticino

I Vesperali riportano dal vivo la bellezza della cultura

Come tradizione vuole, erano in programma per il periodo di Quaresima, ma sono stati rinviati a causa della pandemia all’autunno. Così i Vesperali tornano nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano in queste domeniche di inizio ottobre con due programmi di grande cultura musicale il primo e letterario-musicale il secondo. Si inizierà domani, 3 ottobre alle 17, con un concerto nato dalla collaborazione tra l’Associazione Amici della Musica in Cattedrale che da anni organizza i Vesperali e il Conservatorio della Svizzera italiana. A presentarcelo è Carlo Ciceri, responsabile della Stagione 900presente del Conservatorio.

Ciceri, l’appuntamento di domani sarà un concerto sulla musica sacra del ›900. Di cosa si tratta esattamente?
«Faremo tre pezzi molto diversi tra loro: il primo è una ri-orchestrazione di un brano di Johann Sebastian Bach da parte di Anton Webern, uno dei più grandi compositori del secolo scorso. Si tratta di un pezzo in cui Webern decostruisce l’orchestra assegnando ad ogni inciso bachiano uno strumento diverso, ottenendo in questo modo un effetto caleidoscopico. Il secondo brano è stato scritto da Karlheinz Stockhausen originariamente per il duomo di Colonia. Si tratta di un brano capitale della musica elettronica e domenica verrà riproposto attraverso una quadrifonia: la musica verrà diffusa attraverso quattro casse che verranno poste in quattro punti della Cattedrale con il pubblico nel mezzo, creando un effetto di immersione sonora. Dopo questi due brani ci sarà la testimonianza della professoressa romana Susanna Pasticci, docente di musicologia e storia della musica all’Università di Cassino, autrice tra il resto di due volumi sull’analisi musicale e di un libro sulla musica sacra di Stravinsky.
L’ultimo brano della serata che eseguiremo, forse il più importante e senz’altro il più mistico e sacrale, è la ri-orchestrazione di «Threni» di Igor Stravinsky composta da Klaus Huber, uno dei più grandi compositori svizzeri scomparso nel 2017. Oltre all’Ensemble900 del Conservatorio, sarà coinvolto il nostro Coro giovanile (diretto da Brunella Clerici) e sei voci soliste, sotto la direzione del Maestro Arturo Tamayo».

A chi si rivolge il concerto?
«Il concerto vuole essere una serata che propone tre diverse declinazioni del concetto di «sacro» nella musica del ›900 e si rivolge pertanto a chi vuole esperire un ascolto intenso ed alternativo, indipendentemente dal credo religioso e dalla personale cultura musicale. L’ingresso è libero».

Dopo mesi molto faticosi, si torna ad esibirsi in presenza. Cosa significa per voi abituati a proporre performance esclusivamente dal vivo?
«In tutti questi mesi, il Conservatorio non ha mai smesso di proporre concerti, anche nel periodo più drammatico della pandemia, grazie principalmente allo streaming. Per fortuna già da qualche mese le attività dal vivo sono riprese ed è sempre emozionante constatare come la performance dal vivo sia un’esperienza insostituibile dall’impatto emotivo molto forte, sia per il pubblico, sia certamente anche per i nostri studenti. Per noi formatori è importantissimo valutare l’impatto del ritorno dal vivo sui nostri studenti musicisti che in questi mesi hanno continuato ad esibirsi davanti a una telecamera spesso con applausi finti».

Domenica 10 ottobre, in un modo molto suggestivo, si cercherà invece di celebrare Dante nel sette-centenario della morte: un’attrice del calibro di Amanda Sandrelli e un complesso venuto da Assisi, dal nome «I Frottolisti», faranno rivivere quel che si recitava e cantava al tempo di Sommo Poeta. Sarà un «concerto narrato» attraverso gli scritti di Dante Alighieri e i suoi contemporanei: melodie e liriche antiche, un viaggio attraverso il «miglior fabbro del parlar materno». Sotto il titolo «La grazia del volgare», il complesso di Assisi eseguirà brani dell’epoca, intercalati da brani letti e interpretati da Amanda Sandrelli. Testimone della serata sarà il prof. Stefano Prandi, direttore dell’Istituto di Studi Italiani dell’USI.

Nella Cattedrale il 3 e il 10 ottobre

L’Associazione Amici della Musica in Cattedrale, che organizza i Vesperali ininterrottamente dal 1984, propone due appuntamenti. Del primo – in programma domenica 3 ottobre, alle ore 17 (entrata libera) – organizzato in collaborazione con la rassegna 900presente, sotto la direzione di Arturo Tamayo, saranno interpreti l’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera italiana, sei solisti, le voci e il coro giovanile diretto da Brunella Clerici. In programma tre opere significativi del Novecento musicale: il «Ricercare» di Bach-Webern, «Gesang der Jünglinge» di Stockhausen e «Threni» di Stravinsky, con la testimonianza affidata alla musicologa romana Susanna Pasticci. Il secondo Vesperale, in collaborazione con «Cantar di Pietre», è in programma la domenica seguente, 10 ottobre alle 17, e vuol sottolineare l’Anno dantesco. Sotto il titolo «La grazia del volgare», il complesso «Anonima Frottolisti» di Assisi eseguirà brani dell’epoca, intercalati a testi letti dall’attrice Amanda Sandrelli. Testimone sarà il prof. Stefano Prandi, direttore dell’Istituto di studi italiani dell’USI.
I due appuntamenti si svolgeranno nella Cattedrale di San Lorenzo a Lugano dove saranno disponibili 230 posti. L’entrata è libera, ma subordinata alle regole anti-covid vigenti: sarà dunque necessario presentare il Covid pass.

Un'immagine dei Vesperali 2020.
2 Ottobre 2021 | 14:08
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