Svizzera

I Vescovi svizzeri pronti a un maggiore coinvolgimento di tutti i battezzati nella riflessione sul futuro della Chiesa svizzera

L’assemblea ordinaria della Conferenza dei Vescovi Svizzeri (CES), prevista dal 16 al 18 settembre a S. Maurice (in Vallese), si chinerà sulla possibilità di una partecipazione più ampia dei battezzati alla riflessione sull’avvenire della Chiesa in svizzera. 

Il 6 giugno scorso, dopo aver ricevuto molteplici lettere aperte da parte di fedeli che chiedevano un rinnovamento della Chiesa cattolica, i Vescovi svizzeri hanno annunciato di voler “entrare seriamente in dialogo con i credenti a proposito delle loro idee e delle loro richieste”. La possibilità che si intraprenda a livello svizzero un “processo sinodale” sarà dunque all’ordine del giorno durante la prossima assemblea ordinaria dei Vescovi.

La discussione rappresenta un primo passo, tuttavia “un piano preciso concernente il processo sinodale non sarà ancora stabilito. Solo alla fine dell’incontro, si potranno annunciare i prossimi passi che si intendono intraprendere in questa direzione”, ha annunciato la portavoce della Conferenza dei Vescovi svizzeri, Encarnacion Berger-Lobato.

La partecipazione di tutti

Chi potrà partecipare al “processo sinodale” auspicato? I criteri di selezione sono ancora da determinare. “Desidereremmo comunque avere una buona rappresentanza di giovani e meno giovani, di donne e uomini, laici e teologi, Svizzeri e migranti”, precisa il portavoce. “Al fine di raccogliere davvero nuove idee, vorremmo che a partecipare fossero persone che non appartengono ancora ad alcun gruppo di lavoro o commissione”.

Nel frattempo, molte persone e molti gruppi, informa Encarnacion Berger-Lobato si sono già indirizzate alla CES, esprimendo il loro interesse per l’iniziativa. Tra di loro anche Jungwacht-Blauring (JUBLA), una delle più grandi organizzazioni cattoliche per la gioventù a livello nazionale. L’associazione “spera in una reale possibilità di partecipazione e si rallegra di poter sedere ad un grande tavolo assieme a Vescovi, Chiese cantonali e altri responsabili ecclesiali, per contribuire alla costruzione di una Chiesa stabile in Svizzera”.

Ma Encarnacion Berger-Lobato mette anche in guarda da possibili fraintendimenti: “non si tratta di promuovere un processo democratico. Bisogna mantenere un margine di manovra che permetta allo Spirito Santo di agire”.

cath.ch/red

3 Settembre 2019 | 14:39
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