Giubileo

Il grazie del Papa ai volontari del Giubileo: siete stati bravi!

Al termine dell’udienza giubilare il Papa ha salutato “con particolare affetto” i volontari del Giubileo Straordinario della Misericordia. Queste le sue parole:

“Siete stati bravi! Voi, che venite da diverse Nazioni, e vi ringrazio per il prezioso servizio prestato perché i pellegrini potessero vivere bene quest’esperienza di fede. Nel corso di questi mesi, ho notato la vostra discreta presenza in piazza con il logo del Giubileo e sono ammirato della dedizione, della pazienza e dell’entusiasmo con cui avete svolto la vostra opera. Grazie tante!”.

Sono circa 4mila i volontari del Giubileo: in gran parte italiani, ma tanti provengono in particolare da Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Messico e Colombia (per le Americhe), Australia (Oceania), Congo (Africa) e India e Taiwan (Asia). Per la maggior parte si sono iscritti individualmente sul sito del Giubileo. Di questi 4mila, 1800 sono dell’Ordine di Malta e hanno prestato anche assistenza sanitaria. I volontari hanno offerto il loro tempo, almeno una settimana, per assistere i pellegrini giunti a Roma da ogni parte del mondo, fornendo indicazioni su tutti i servizi disponibili, accompagnandoli lungo percorsi appositamente riservati per accedere alle Basiliche Papali, attraversare la Porta Santa e rimanere in preghiera nelle Basiliche secondo i tempi e le modalità previste. Un grande impegno svolto in coordinamento con le forze di Pubblica Sicurezza italiane.

Ascoltiamo Andreina Merheb, coordinatrice dei volontari del Giubileo della Misericordia, al microfono di Clarissa Guerrieri:

R. – Devo dire che è stata un’esperienza speciale. Impegnativa per le responsabilità che si hanno nei riguardi delle persone che vengono a Roma, che hanno delle aspettative verso un’esperienza che stanno per fare e che vengono da tutte le parti del mondo. Era importante che vivessero fisicamente l’esperienza che venivano a fare. Hanno dato tante soddisfazioni ai pellegrini che venivano in visita a San Pietro o in pellegrinaggio alla Porta Santa. Ogni volontario è venuto da una parte diversa del mondo: dal Brasile, l’India, Taiwan, il Canada; compresa l’Africa con volontari che venivano dal Congo. Con la sua cultura, con le sue aspettative, è stato un arricchimento anche per noi che eravamo lì a lavorare per loro. Per noi la cosa più importante era che loro stessero bene e che potessero compiere il servizio con serenità e fare soprattutto, loro stessi, un’esperienza di fede in questa occasione di volontariato. E’ un incontro di fede che trovi nell’altra persona quando la conosci.

D. – Nessuno è escluso: lo dicono le parole del Vangelo e lo ha ribadito oggi Papa Francesco…

R. – Abbiamo cercato davvero di accogliere tutti, senza chiudere le porte a nessuno. Le loro diversità per noi sono state un arricchimento.

D. – Che sensazioni ha provato nel trovarsi così coinvolta in quest’evento?

R. – Per me personalmente è stato un regalo di Dio: è stato un regalo della vita poter partecipare a questo Giubileo, dare il mio piccolo contributo e ricevere così tanto dalle persone che hanno partecipato. Per me personalmente è stato un arricchimento sia umano che spirituale molto importante.

(Da Radio Vaticana)

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14 Novembre 2016 | 12:00
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