Commento

"Giuseppe, presenza costante e fedeltà totale"

19.03.2019, 06:30 / guggiarisilvia

Esattamente sei anni fa, il 19 marzo 2013, nella festa di San Giuseppe, in una piazza San Pietro gremita da fedeli giunti da ogni angolo del mondo, si tenne la celebrazione di inizio Pontificato di papa Bergoglio. Tanta l’emozione dei presenti e dei fedeli collegati a Roma attraverso la tv, curiosi di sentire le prime parole del nuovo Pontefice argentino che esordì con un augurio sincero al suo predecessore, papa Benedetto XVI: “Ringrazio il Signore di poter celebrare questa Santa Messa di inizio del ministero petrino nella solennità di San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e patrono della Chiesa universale: è una coincidenza molto ricca di significato, ed è anche l’onomastico del mio venerato Predecessore: gli siamo vicini con la preghiera, piena di affetto e di riconoscenza”.

Un’omelia utile e attuale per noi tutti che oggi ricordiamo e celebriamo la figura del papà: di quelli che ci hanno cresciuti e accompagnati nell’età adulta e di quelli che amorevolmente sono chiamati oggi a crescere la generazione futura, uomini presi quotidianamente da mille impegni, ma che cercano in ogni momento di essere fedeli al ruolo di padre, educando alla fedeltà e ai valori umani: “Abbiamo ascoltato nel Vangelo che «Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24). In queste parole è già racchiusa la missione che Dio affida a Giuseppe, quella di essere custos, custode. Custode di chi? Di Maria e di Gesù; ma è una custodia che si estende poi alla Chiesa”.
“Come esercita Giuseppe questa custodia? – chiede Bergoglio rivolgendosi ai fedeli – Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende. Dal matrimonio con Maria fino all’episodio di Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme, accompagna con premura e tutto l’amore ogni momento. È accanto a Maria sua sposa nei momenti sereni e in quelli difficili della vita, nel viaggio a Betlemme per il censimento e nelle ore trepidanti e gioiose del parto; nel momento drammatico della fuga in Egitto e nella ricerca affannosa del figlio al Tempio; e poi nella quotidianità della casa di Nazaret, nel laboratorio dove ha insegnato il mestiere a Gesù. Come vive Giuseppe la sua vocazione di custode di Maria, di Gesù, della Chiesa? Nella costante attenzione a Dio, aperto ai suoi segni, disponibile al suo progetto, non tanto al proprio”.

“E Giuseppe è “custode”, – continua papa Francesco – perché sa ascoltare Dio, si lascia guidare dalla sua volontà, e proprio per questo è ancora più sensibile alle persone che gli sono affidate, sa leggere con realismo gli avvenimenti, è attento a ciò che lo circonda, e sa prendere le decisioni più sagge. In lui cari amici, vediamo come si risponde alla vocazione di Dio, con disponibilità, con prontezza, ma vediamo anche qual è il centro della vocazione cristiana: Cristo! Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!
La vocazione del custodire, però, non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo. È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!”.

Leggi qua l’omelia completa di inizio Pontificato.

Il silenzio vivo del Sabato Santo

20.04.2019

Il Sabato Santo è memoria di un luogo dove vorresti stare: un luogo per pregare, un luogo di silenzio dove finalmente incontrare Colui da cui tutto dipende, che tutto genera e sostiene, Colui a cui tutto e tutti torniamo, Colui con il quale fare il punto della tua vita, per ripartire, risorgere anche tu, l'indomani, a nuova vita.

Dietro la realtà della croce, la Resurrezione: il mistero del Venerdì Santo

19.04.2019

Ci stiamo avvicinando sempre di più alla Pasqua del Signore, ma così come hanno dovuto vivere gli Apostoli, anche noi dobbiamo attraversare assieme al Maestro il momento più difficile prima di giungere alla gloria, ovvero il momento del Calvario. Dennis Pellegrini, giovane studente di teologia alla Facoltà di Teologia di Lugano, ci aiuta con la sua riflessione a entrare in questo Mistero. Come conciliare le nostre delusioni con la gioia che ci promette Gesù?

Giovedì Santo: scopriamo il Vangelo del "Servo per amore"

18.04.2019

Una chiave di lettura del gesto di Gesù che lava i piedi agli apostoli, ricordato in queste ore dalla liturgia, è la grande semplicità del fare un atto totalmente disinteressato, solo per amore. Papa Francesco ne è testimone mentre porta questo gesto nelle carceri e nei luoghi di sofferenza.